sopsi         

Loading

A. Facchi, G.D. Kotzalidis, P. Pancheri - Vol. 7, Giugno 2001, num.2

Testo Immagini Bibliografia Summary Riassunto Indice

L’importanza del blocco dei recettori dopaminergici D3 e D4 nel trattamento della schizofrenia
The relevance of dopamine D3 and D4 receptor blockade for the treatment of schizophrenia

Le recenti riformulazioni della teoria dopaminergica della schizofrenia tendono a ritenere i recettori D2 classici come responsabili degli effetti collaterali extrapiramidali ed implicano sempre di più altri sistemi neurotrasmettitoriali, nonché i recettori della famiglia dei D2 recentemente scoperti, i D3 ed i D4. Sfortunatamente, non vi sono farmaci sia selettivi che specifici per questi recettori, quindi è difficile mettere alla prova la loro possibile implicazione nella schizofrenia. La localizzazione dei recettori D3 è più compatibile di quella dei D4 con un coinvolgimento in questa malattia. Gli studi genetici sui polimorfismi dei geni di questi recettori sono meno negativi per i recettori D3 che per quelli D4. Gli studi clinici non offrono soluzioni riguardo all’implicazione di questi recettori nella fisiopatologia della schizofrenia, poiché farmaci con attività antagonista per i recettori D3, come l’amisulpride, hanno considerevole attività anti-D2, tale da rendere vana la possibilità di trarre conclusioni, mentre l’unico antagonista "puro", specifico per i recettori D4, provato nell’uomo, l’L-745,870, si comporta da agonista verso il sottotipo D4.4; ciò potrebbe rendere conto del fatto che questo farmaco non è stato superiore al placebo ed ha persino peggiorato alcuni pazienti; la fananserina è attiva anche sui recettori 5-HT2A e mette in evidenza solo una modesta efficacia; la nemonapride è efficace, ma blocca anche i recettori D2 e D3.