P. Stratta, E. Daneluzzo, P. Prosperini, A. Kalyvoka, A. Rossi - Vol. 6, Dicembre 2000, num.4
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Metodi
La struttura fattoriale delle sottoscale del TPQ è stato esaminata
in un campione di 230 soggetti, 111 soggetti che soddisfacevano i criteri
del DSM-III-R per disturbo bipolare, recente episodio di mania (cod. 296.4),
79 per disturbo depressivo ricorrente (cod. 296.3) e 40 per disturbo schizofrenico
(cod. 295).
Risultati
Le analisi fattoriali condotte nelle tre popolazioni cliniche evidenziano
una differente validità di costrutto. Dei tre fattori originariamente
proposti solo quello dell’Harm Avoidance (HA) mantiene la sua struttura stabile
nei tre gruppi mentre gli altri due fattori mostrano un "pattern"
meno omogeneo. Si rilevano differenze significative tra il campione dei soggetti
affetti da disturbo depressivo e quelli affetti da schizofrenia nel punteggio
totale dell’HA ed in tre delle sue quattro sottoscale.
Conclusioni
La stabilità della dimensione HA sembra mostrare una similare validità
nei tre campioni clinici, suggerendo la possibile utilità dello strumento
anche in un’area finora poco studiata, come quella dei disturbi psicotici.
È ipotizzabile che in questi disturbi l’incremento della dimensione
HA sia un dato aspecifico, che possa riflettere la gravità della condizione
psicopatologica, una non-specifica risposta alla patologia o rappresentare
un rischio a sviluppare disturbo mentale.