S. GHERARDELLI, G. BERSANI - Vol. 6, Giugno 2000, num.2
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S. GHERARDELLI, G. BERSANI
III Clinica Psichiatrica,
Università di Roma "La Sapienza"
Poiché molti autori concordano nel riscontro della presenza di NSS in pazienti schizofrenici non solo in fase cronica, ma anche in fase acuta o al primo episodio, trattati o drug-free, essi vengono considerati quali correlato clinico neurodisfunzionale della malattia.I segni neurologici "soft" potrebbero rappresentare segni di patologia diffusa cerebrale (Heinrichs e Buchanan 1988) e, pertanto, non localizzabile. Attualmente, la disponibilità di sofisticate tecniche di neuroimaging strutturali e funzionali spinge la ricerca sul danneggiamento neurologico nella schizofrenia, ma il significato dei NSS resta ancora poco chiaro e parzialmente oscurato da problemi metodologici.
Questo articolo di revisione sintetizza la letteratura circa i Neurological Soft Signs nella schizofrenia prendendo in considerazione i dati clinici, le caratteristiche eziologiche e demografiche, i problemi metodologici ed il possibile ruolo dei trattamenti neurolettici.