A. Speca, M. Pasquini, A. Picardi, P. Gaetano, M. Biondi, P. Pancheri- Vol. 5, Dicembre 1999, num.4
Testo Immagini Bibliografia Summary Riassunto Indice
Background ed obiettivo: il dimorfismo sessuale cerebrale, oltre a risultare in differenze psicologiche tra i due sessi, potrebbe influenzare l'espressione della psicopatologia.
Scopo: scopo di questo studio è stato quello di evidenziare l'esistenza di differenze psicopatologiche di genere in un campione di pazienti con disturbi dell'umore e disturbi d'ansia. Abbiamo deciso di adottare un approccio dimensionale per via dell'insufficienza dell'approccio categoriale nel classificare i fenomeni psicopatologici.
Metodi: l'indagine è stata condotta longitudinalmente, su di un campione di 507 pazienti (197 maschi e 310 femmine). Il campione è stato selezionato per categorie diagnostiche, secondo i criteri diagnostici del DSM-IV: 347 pazienti affetti da disturbi dell'umore e 160 pazienti affetti da disturbi d'ansia. Il campione è stato poi suddiviso per fasce di età (sopra e sotto i 40 anni e nel periodo climaterico 45-55 anni). Lo strumento prescelto per la valutazione è stato la SVARAD (scala di valutazione rapida dimensionale).
Risultati: sono emerse differenze significative in quattro delle dieci dimensioni indagate dallo strumento: Impulsività, Tristezza/Demoralizzazione, Apprensione/Timore, Preoccupazione Somatica/Somatizzazione. La dimensione Impulsività era superiore nei maschi con disturbi d'ansia nella popolazione al di sopra dei 40 anni di età ed a livello di trend anche nei maschi con disturbi dell'umore. Il campione femminile con disturbi d'ansia, sia totale che sopra i 40 anni aveva punteggi più alti nella dimensione Tristezza/Demoralizzazione. Nel campione totale e nel sottogruppo dei pazienti con età superiore ai quarant'anni le donne avevano punteggi superiori nella dimensione Apprensione/Timore nel sottogruppo dei disturbi d'ansia ed a livello di tendenza, anche nel sottogruppo dei disturbi dell'umore. I maschi avevano punteggi più alti nella dimensione Preoccupazione Somatica/Somatizzazione solo come tendenza in ambedue i sottogruppi diagnostici.
Conclusioni: le donne nei disturbi nevrotici dimostrano una maggiore tendenza all'elaborazione interiore dei vissuti, mentre i maschi tendono di più ad esteriorizzare.