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P. Pancheri, A. Speca - Vol. 5, Dicembre 1999, num.4

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La schizofrenia: differenze di genere
Schizophrenia: gender related differences

Premessa: nuova attenzione sembra emergere, nella letteratura più recente, riguardo alle differenze psicopatologiche di genere. Uno dei primi ambiti in cui sono state condotte ricerche in questo senso e la Schizofrenia. Questo articolo si propone di raccogliere ed analizzare i dati fino ad oggi pubblicati a questo riguardo.

Metodi: è stata condotta, a questo scopo, una ricerca bibliografica a tappeto tramite MEDLINE, che ha permesso di raccogliere molteplici e significativi dati relativi alle differenze di genere nella schizofrenia nell'ambito dell'incidenza, dell'età di esordio, della tipologia dei sintomi, del decorso, della prognosi, della risposta al trattamento farmacologico e della morfologia.

Risultati: differenze di genere sono state descritte riguardo: 1) l'incidenza, maggiore nel genere maschile rispetto al genere femminile; 2) l'età di esordio, più tardiva nel genere femminile rispetto al maschile; 3) la tipologia dei sintomi, con la prevalenza di diagnosi di schizofrenia paranoide nel genere femminile, per il quale sarebbero inoltre stati riscontrati: una minor incidenza di sintomi negativi, una maggior probabilità di presenza di deliri persecutori, disforia, minor incidenza di disorganizzazione ideica, maggior ansietà, discordanza affettiva e comportamenti bizzarri; 4) il decorso, migliore nel genere femminile; 5) la prognosi, migliore nel genere femminile; 6) la risposta al trattamento farmacologico, precoce, migliore ed a dosaggi più bassi nel genere femminile rispetto al maschile; 7) morfologia, con minore incidenza di alterazioni strutturali diffuse e specifiche, nel genere femminile.

Conclusioni: una possibile spiegazione del perché la schizofrenia è meno grave nel genere femminile, ed ha un decorso clinico ed una prognosi migliori rispetto a quello maschile, potrebbe risiedere nelle differenze nell'assetto neurologico, neuroendocrino ed endocrino tra i due generi. Queste differenze potrebbero agire come fattori protettivi che ritardano l'esordio della schizofrenia nelle femmine e riducono la gravità del quadro clinico, permettendo un migliore adattamento premorboso, che potrebbe rendere conto del miglior decorso e della migliore prognosi. Ciò si potrebbe riflettere nella necessità di trattamenti mirati sulla base del genere al fine di ottenere una risposta terapeutica ottimale.