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M.G. Marinangeli, G. Butti, A. Scinto, L. Di Cicco, C. Petruzzi, A. Rossi - vol 5/3 settembre 1999

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Il disturbo antisociale di personalità: prevalenza e comorbidità in un campione di pazienti psichiatrici ospedalizzati
Antisocial Personality Disorder: prevalence and comorbidity in a sample of psychiatric inpatients

Obiettivo: il Disturbo Antisociale di Personalità (DAsP) spesso si presenta associato a diversi altri disturbi mentali, e tale comorbidità sembra avere delle gravi implicazioni cliniche. Scopo del nostro studio era la valutazione della prevalenza del DAsP e della sua comorbidità con disturbi di Asse I e con altri disturbi di personalità in un campione di 361 pazienti psichiatrici ospedalizzati.

Metodo: per la valutazione del Disturbo Antisociale di Personalità e degli altri Disturbi di Asse II, è stata utilizzata la versione italiana dell’Intervista Clinica Semistrutturata per il DSM-III-R, Disturbi di Personalità (SCID-II). Per valutare la significatività statistica dell’associazione tra DAsP e disturbi di Asse I e-II, sono stati calcolati gli odds ratios.

Risultati: nel nostro campione di pazienti psichiatrici ospedalizzati il DAsP mostrava una prevalenza del 9,7%. Inoltre, il DAsP presentava un’associazione statisticamente significativa con i Disturbi da Uso di Sostanze Psicoattive, e risultava frequentemente associato con i Disturbi dell’Umore e con il Disturbo Schizofrenico ed altri disturbi psicotici. Lo studio della comorbidità con i disturbi di Asse II mostrava un’elevata e significativa associazione con i Disturbi di Personalità del Cluster B. Interessante è l’elevato e significativo valore di odds ratio trovato per la comorbidità con il Disturbo Schizotipico di Personalità.

Conclusioni: il nostro studio conferma l’elevata prevalenza della comorbidità tra il DAsP e disturbi di Asse I e di Asse II. Questi risultati sollevano dubbi sulla collocazione nosografica del DAsP e sulla validità del suo costrutto: è probabile che il DAsP non rappresenti un’entità nosografica distinta, ma uno "spettro" di condizioni psicopatologiche, ciascuna delle quali potrebbe riflettere un’eterogeneità etiologica e di risposta al trattamento.