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P. Pancheri, S. Bonaccorso, P. Maselli, G.D. Kotzalidis - Vol. 5, Giugno 1999, num.2

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Effetti attivanti vs. effetti inibenti dei farmaci antidepressivi
Activating vs. sedative effects of antidepressant drugs

Basi teoriche: il rallentamento psicomotorio e l’agitazione sono caratteristiche della depressione, ma costituiscono anche dei sintomi collaterali frequentemente riportati in corso di farmacoterapia antidepressiva. Vari meccanismi legati agli effetti bioaminergici di questi farmaci sono stati ipotizzati essere alla base di questi effetti collaterali.

Scopo e metodi: per chiarire tali meccanismi, abbiamo registrato gli effetti collaterali attivanti (agitazione, irrequietezza, ansia, attivazione [stimolazione SNC], ipervigilanza, nervosismo-irritabilità, eccitamento, ipercinesi, insonnia) e sedativi (anergia, astenia, abulia, sonnolenza, sedazione, rallentamento psicomotorio) riportati in prove clinico-sperimentali di farmaci antidepressivi condotte in doppio cieco e li abbiamo confrontati con quelli emersi in corso di somministrazione di placebo, utilizzando il test del c2.

Risultati: la maggior parte dei farmaci differiva significativamente dal placebo, il quale si dimostrò attivante. Non vi erano chiari rapporti tra capacità dei farmaci di inibire un particolare trasportatore o di indurre modificazioni della funzione di un particolare recettore monoaminergico e emergenza di effetti attivanti o sedativi. Il parametro più affidabile capace di predire l’induzione di effetti sedativi era costituito dal blocco istaminico H1; l’induzione di sonnolenza spiegava la maggior parte di questo effetto.

Conclusioni: l’emergenza di effetti collaterali attivanti o sedativi durante il trattamento antidepressivo dipende dalla combinazione delle proprietà farmacologiche dei farmaci antidepressivi; l’influenza di questi farmaci su altri sistemi trasmettitoriali o di sistemi di trasportatori potrebbe fornire altre chiavi interpretative per chiarire i meccanismi di induzione di questi effetti. Tuttavia, la revisione della letteratura non costituisce un metodo sensibile per valutare gli effetti psicomotori dei farmaci.