M. Di Fiorino, F.M. Saviotti, A. Gemignani - Vol. 10, June 2004, Issue 2
Testo Immagini Bibliografia Summary Indice
Tab. I. La contenzione fisica. Physical constraint.
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1. |
La contenzione deve, di preferenza, essere eseguita da un minimo numero di cinque persone. Una tale dimostrazione di forza può produrre di per sé collaborazione nel paziente. |
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2. |
Il piano specifico prevede che ogni singolo operatore trattenga un arto ed uno protegga la testa. |
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3. |
Il contatto va preferibilmente attuato nel momento in cui l’attenzione del paziente è distratta. |
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4. |
È opportuno che sia disponibile l’intervento farmacoterapico per via parenterale da somministrarsi il prima possibile, dopo che la contenzione è stata completata, se il paziente continua ad agitarsi. |
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5. |
Le cinghie in tela per la contenzione devono essere controllate ad intervalli frequenti da parte dello staff per verificarne il comfort e la sicurezza. È importante che gli arti non siano posti in posizione tale da produrre una trazione sui nervi o una lesione da compressione. |
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6. |
Si dovrebbe cercare di spiegare al paziente i motivi della contenzione. |
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7. |
La contenzione non deve essere mai rimossa senza una adeguata presenza di componenti dello staff. |
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8. |
I pazienti intossicati dovrebbero essere contenuti in posizione di decubito sinistro e controllati da vicino per prevenire una possibile aspirazione di sostanze nelle vie respiratorie. |
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9. |
Se la contenzione dura molte ore è necessario considerare la mobilizzazione passiva del paziente e addirittura, in presenza di fattori di rischio, l’impiego di eparina. |
Modificata da Hyman 1990 (Hyman SE. Manuale delle emergenze psichiatriche. Ed. italiana a cura di R. Rossi. Milano: McGraw Hill Libri Italia s.r.l. 1990).
Tab. II. Valutazione clinica dei comportamenti aggressivi. Clinical assessment of aggressive behaviour.
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• Profilo temperamentale: temperamento irritabile/violento, impulsività (acting out, anche sessuali, guida spericolata). Reattività, relazioni affettive tumultuose. |
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• Dati anamnestici: precedenti episodi di tentativo di suicidio o di violenza, comportamenti sociopatici (furti nei negozi, danneggiamenti), presenza di Disturbi Mentali (umore, abuso di sostanze, demenza), di Disturbi di Personalità (borderline, antisociale, organico). |
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• Modalità dell’atto aggressivo o della verbalizzazione: azioni preordinate, consapevolezza del metodo impiegato, tipologia del bersaglio, disponibilità di strumenti. Nel caso del suicidio: precauzioni per evitare il soccorso. |
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• Entità delle lesioni. |
Di Fiorino M, Gemignani A, Balestrieri M, 2003