A. Parmegiani, G. Bersani - Vol. 7, Marzo 2001, num.1
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Diversi studi di ordine anatomico, fisiologico e neurofunzionale suggeriscono che il ruolo del cervelletto non possa essere limitato al controllo dei movimenti volontari, ma che possa altresì essere coinvolto in funzioni di ordine superiore come quelle cognitive e affettive. Da tempo si sono evidenziate anomalie di ordine anatomico o metabolico a carico del cervelletto in patologie psichiatriche come schizofrenia, DOC e disturbi affettivi. Recentemente è stata definita una sindrome determinata da anomalie del circuito cerebello-talamo-corticale con sue specifiche caratteristiche psicopatologiche e neuropsicologiche: sintomatologia negativa accompagnata da un abbassamento delle funzioni intellettive. Il caso di un paziente che presenta all’esame clinico sintomi di appiattimento affettivo, ritiro sociale, decadimento intellettivo e comportamenti anancastici ed agli esami strumentali una atrofia cerebellare con alterazione della perfusione corticale, sottocorticale e cerebellare sembra confermare la consistenza di questa ipotesi.