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A. Palma, P. Pancheri - Vol. 6, Dicembre 2000, num.4

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Depressione Subsindromica e il Problema dell’Inquadramento Diagnostico. Una fase di decorso della depressione, una dimensione patologica autonoma, o un disturbo associato ad altre patologie primarie sia psichiche che somatiche?
Sub-syndromal depression and the issue of diagnostic framing. A phase in the course of depression, a separate pathological dimension, or a disorder associated with other primary psychological or somatic disorders?

Premessa ed obiettivi
Alcuni ricercatori sottolineano come l’estrema varietà della fenomenica psicopatologica, talvolta, difficilmente risponda e si adatti ai criteri tassonomici previsti per la riduzione dei quadri clinici in rigide categorie diagnostiche. Tra i problemi più comuni della pratica psichiatrica c’è, infatti, quello di riconoscere e differenziare rapidamente quand’è che una flessione dell’umore di grado lieve, mantiene i caratteri di risposta adattativa fisiologica o, al contrario, assume una connotazione esclusivamente patologica. Nel caso di Disturbi Depressivi Minori, infatti, si propone costantemente la valutazione del concetto di "soglia" nella diagnosi differenziale tra demoralizzazione e Depressione Lieve, soprattutto per decidere l’opportunità e il tipo di intervento terapeutico da adeguare alle necessità del singolo caso. Questo lavoro oltre a fornire una connotazione epidemiologica del problema "Depressione Sottosoglia", affronta, secondo un profilo clinico qualitativo, alcuni dei problemi d’inquadramento diagnostico che emergono nella valutazione dei quadri Depressivi Minori. Lo scopo è infatti quello di fornire un quadro di insieme sulle problematiche e le risposte diagnostiche finora proposte nell’inquadramento delle Depressioni Minori che per alcuni sono ritenute al limite della significatività patologica.

Metodo
Viene presentata una sintesi delle recenti innovazioni nella nosografia dei moderni manuali ed una rassegna dei dati della letteratura sulle proposte diagnostiche elaborate rispetto alla Depressione Sottosoglia. Per l’inquadramento delle condizioni cliniche minori con tonalità affettiva negativa vengono valutati alcuni studi che hanno considerato il ruolo dei tratti di personalità, del temperamento premorboso e del concetto di "spettro" in relazione alla condizione depressiva sottosoglia.

Risultati e conclusioni
La ricerca sperimentale degli ultimi decenni si è interessata soprattutto allo studio delle somiglianze e al confronto dell’efficacia-tollerabilità dei nuovi antidepressivi nella Depressione Maggiore; resta ancora aperta tuttavia la discussione sulle differenze biologiche, su eventuali fattori di vulnerabilità, anche genetici, che potrebbero essere alla base dell’eterogeneità clinica per gravità, durata e decorso dei quadri depressivi. La Depressione Sottosoglia, nonostante rischi di essere sottovalutata, ha dimostrato di essere una realtà clinica ampiamente diffusa nella medicina di primo intervento e nella popolazione psichiatrica con percentuali rispettivamente del 8-9% e del 20%. Gran parte dei lavori della letteratura osservano che la sintomatologia depressiva sottosoglia ha un importante significato clinico e la sua sottostima comporta, generalmente, un’evoluzione prognostica negativa dei Disturbi Affettivi. Negli studi longitudinali i disturbi depressivi minori hanno dimostrato di essere dei fattori prodromici per l’insorgenza di episodi più gravi. Spesso il protrarsi nel tempo di una generale condizione di "malessere soggettivo" ha favorito lo sviluppo di un andamento ricorrente del Disturbo Depressivo. In ogni caso, la Depressione Sottosoglia sia che si manifesti isolatamente, in comorbidità con problemi fisici o sia considerata da taluni autori come un aspetto del temperamento, viene descritta nella maggior parte degli studi come una fase di decorso con connotazione patologica dei disturbi affettivi.