R. Dalle Luche - Vol. 6, Giugno 2000, num.2
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R. Dalle Luche
Responsabile Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, ASL 1 Massa Carrara
I disturbi della coscienza dell'Io (esperienza di sé) sono ubiquitari nelle diverse forme di psicosi, nelle quali assumono aspetti diversi: negli stati di depersonalizzazione pre-psicotica si manifestano come perdita di appartenenza dei propri vissuti, con la spazializzazione e lo sdoppiamento dell'esperienza interiore accompagnati da un atteggiamento iperriflessivo e da un'accresciuta introversione; all'acme dell'acuzie psicotica col venir meno di ogni potenzialità autoriflessiva e, nelle modificazioni strutturali nelle psicosi croniche, con disidentificazioni deliranti o la riduzione dell'Io ad una mera funzione grammaticale; negli stati depressivi emergono come dissociazione tra io osservante ed io osservato, tra progettualità e potenzialità, negli stati maniacali col venir meno dell'autocontrollo e dell'autocritica.
Questi aspetti allo stesso tempo sintomatici e strutturali, clinici e psicopatologici, ben evidenti ad un osservatore attento alla soggettività del paziente, oltre ad essere estremamente importanti per la pratica terapeutica, dovrebbero essere tenuti in considerazione nell'attuale dibattito sulla filosofia della mente in quanto costituiscono indici precisi dei meccanismi della costituzione dell'Io, dell'identità soggettiva e delle sue radicali alterazioni.