F. Lupi, A. Iannitelli, G. Bersani - Vol. 6, Marzo 2000, num.1
Testo Immagini Bibliografia Summary Riassunto Indice
Fig. 1.
Immagine di RMN cerebrale: sezione sagittale mediale T1 pesata di un giovane
soggetto schizofrenico (nostra casistica).
Cerebral MRI: T1 midsagittal section of a young schizophrenic patient (our
case).

Tab. I.
Ricordi di anatomia del cervelletto.
A reminder of cerebellar anatomy.
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Il cervelletto è un organo di forma ellissoidale,
situato nella fossa cranica posteriore insieme al midollo allungato
ed al ponte. È situato al di sotto della lamina quadrigemina del
mesencefalo, posteriormente al ponte e al bulbo; è separato dai
lobi occipitali degli emisferi telencefalici, che lo sovrastano,
per mezzo del tentorio del cervelletto. Risulta connesso con i tre
segmenti troncoencefalici per mezzo di cordoni di sostanza bianca,
denominati peduncoli cerebellari inferiori, medi e superiori. I
peduncoli cerebellari superiori o brachia conjunctiva connettono
il cervelletto con il mesencefalo attraverso il fascio spino-cerebellare
ventrale o crociato di Gowers e fibre crociate che dai nuclei cerebellari
proiettano alla formazione reticolare, al talamo e al nucleo rosso;
i peduncoli cerebellari medi o brachia pontis lo collegano con il
ponte attraverso il fascio cortico-ponto-cerebellare; i peduncoli
cerebellari inferiori o corpora restiforme lo collegano con il bulbo
attraverso le fibre vestibolo-cerebellari e cerebello-vestibolari,
il fascio spino-cerebellare dorsale o diretto di Flechsig, i fasci
di Göll e Burdach e le fibre olivo-cerebellari. |
Tab. II.
Cenni sui meccanismi di base del funzionamento cerebellare.
An outline of the function basic mechanisms of cerebellar working.
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Il cervelletto ha la più alta densità di
cellule di tutto il SNC con un rapporto di convergenza nella corteccia
che è altissimo: 40 fibre afferenti per 1 fibra efferente. La caratteristica
peculiare che distingue la corteccia cerebellare da quella cerebrale
è la presenza di una stessa organizzazione neurale in ogni sua parte.
La specificazione delle diverse porzioni cerebellari non è insita
quindi nella struttura ma è determinata dai differenti tipi di afferenze
che ad esse pervengono. La corteccia cerebellare è costituita da
soli 5 fenotipi neuronali distribuiti in 3 strati che, dalla superficie
alla profondità, sono: a) lo strato molecolare, in cui si trovano
principalmente arborizzazioni dendritiche, assoni amielinici e,
soltanto in misura minore, elementi cellulari quali le cellule stellate
superficiali che, nella parte più profonda di questo strato, prendono
il nome di cellule a canestro per la particolare forma che assumono
nel contatto con le cellule di Purkinje; esso è implicato in funzioni
di tipo associativo nellambito della corteccia; b) lo strato
gangliare è formato da ununica fila di cellule del Purkinje
che da un lato entrano in sinapsi con gli assoni delle cellule dei
granuli e dallaltro raggiungono le cellule dei nuclei intrinseci
e in minima parte il nucleo vestibolare di Deiters; c) lo strato
granulare, costituito da neuroni ed interneuroni immersi in una
rete di fibre cerebellipete; la funzione dei granuli è quella di
ricevere la gran parte degli impulsi cerebellipeti pervenuti alla
corteccia per poi distribuirli alle cellule gangliari. Le cellule
di Purkinje rappresentano la via finale comune, lunica via
di uscita del cervelletto e ricevono afferenze dalla corteccia cerebrale,
dal tronco e dal midollo spinale. |
Tab. III.
Alcuni dati sulle funzioni motorie del cervelletto.
Some data on cerebellar motor functions.
|
Limportante funzione svolta dal cervelletto
è quella di effettuare e controllare gli opportuni aggiustamenti
dellattività motoria promossa da altri distretti del SNC.
Si ritiene che il cervelletto attui una istantanea e continua comparazione
tra lo stato attuale dei vari segmenti corporei, desunto dalle informazioni
sensoriali-cognitive ad esso pervenute, e lintenzione motoria.
Se tale confronto rivela unincongruità tra lintenzione
e la realizzazione motoria, il cervelletto invia istantanei segnali
correttivi ai sistemi della motilità al fine di esaltare o inibire
il livello di attivazione dei muscoli specificamente implicati.
Il cervelletto esplica la propria attività di controllo della motilità
corporea su tre importanti funzioni motorie: la postura, lequilibrio
e la motilità volontaria (o delle estremità). |
Fig. 2.
Immagini di RMN cerebrale: sezione sagittale mediana T1 pesata di un giovane
soggetto schizofrenico (nostra casistica). Sono visibili il cervelletto, il
IV ventricolo, il tronco encefalico, ed il ponte. E' ben evidente la struttura
lobulare e laminare del cervelletto (arboe vitae). Sono ben visibili i lobuli
degli emisferi cerebellari che nella faccia superiore sono: il vincolo della
lingula, l'ala del lobulo centrale, il lobulo quadrangolare e il lobo semilunare
superiore; nella faccia inferiore sono la tonsilla, il lobulo digastrico,
il lobulo gracile ed il lobulo semilunare inferiore.
Cerebral MRI T1-weighted section of a young schizophrenic patient (our
case series).

Fig. 3.
Circuito cognitivo fronto-talamo-cerebellare. Input a partenza dalla corteccia
prefrontale dorsolaterale giungono, via cortico-ponto-cerebellare, alla corteccia
cerebellare da cui partono proiezioni che giungono alla stessa corteccia attraverso
larea ventrale del nucleo dentato, i nuclei talamici ventrolaterale,
mediale dorsale e intralaminari.
Cognitive fronto-talamic-cerebellar circuitry. The input from the dorsolateral
prefrontal cortex reach the cerebellar cortex through the pons. Efferences
from the ventral area of the dentate nucleus of the cerebellum, as well as
from the ventrolateral, mediodorsal and intralaminar thalamic nuclei provide
feedback to the cortex.

Tab. IV.
Principali studi eseguiti con TC sul cervelletto di soggetti schizofrenici.
Major CT studies of cerebellum in schizophrenic patients.
| Autore | Campione | Aree studiate | Caratteristiche della tecnica | Risultati |
| Weinberger e Coll., 1979 |
60 SZ 15 pazienti psichiatrici cronici | Cervelletto | 10 dei 60 SZ studiati presentano riduzione del volume cerebellare superiore; nessuno dei 15 pazienti psichiatrici mostra tale anomalia | |
| Koller e Coll., 1981 |
55 casi di atrofia cerebellare | Cervelletto | EMI 1010 Matrice=160x160 | Viene standardizzato il metodo di valutazione dellatrofia cerebellare: latrofia del verme è significativa quando i solchi sono visibili; latrofia degli emisferi è proporzionale al n° dei solchi visibili nella sezione mediana |
| Coffman e Coll., 1981 |
14 SZ 21 CS |
Cervelletto | Non esistono differenze significative tra SZ e CS sebbene negli SZ si riscontri una maggiore area di sezione del verme | |
| Nasrallah e Coll., 1981 |
43 SZ 15 MA 36 CS em = 30,2 |
Cervelletto | Nessuna differenza significativa tra SZ e CS | |
| Owen e Coll., 1989 |
48 SZ (26M/22F) con storia familiare positiva o per schizofrenia o per disturbi affettivi o per psicosi funzionali; 48 SZ con storia familiare negativa per patologie psichiatriche; 48 CS | Ampiezza del3° ventricolo | EMI 1010 | VBR maggiore negli SZ che nei CS; VBR maggiore negli SZ con storia familiare negativa che in quelli con storia familiare positiva |
| Serban e Coll., 1990 |
31 SZ (18M/13F) em = 43,5 |
Ventricoli laterali dm = 14,6 presenza di almeno 2 dei seguenti sintomi negativi: anedonia. avolizione, alogia, deficit dellattenzione, appiattimento affettivo. 31 CS (24M/7F) em=41,2 |
GE 8800 Spessore = 10mm | Non esistono differenze significative tra le misure volumetriche e lineari dei ventricoli degli SZ e quelle dei CS. Il VBR dei corni frontali dei ventricoli è maggiore negli SZ; non esistono correlazioni tra variabili cliniche e anomalie morfologiche |
| Kay e Sandik, 1991 |
23 SZ (21M/2F) em = 31,2 scol = 10,3 dm = 20,3 |
Verme cerebellare, 3° ventricolo, ghiandola pineale, plessi coroidei dei ventricoli laterali | GE 8800 | Latrofia del verme cerebellare (VCA) correla positivamente con lo stato confusionale e la disorganizzazione del pensiero. Il VBR correla positivamente con gli atteggiamenti autistici. La calcificazione dei plessi coroidei correla positivamente con i disturbi del pensiero e la scarsa attenzione. La calcificazione pineale correla positivamente con la perseverazione |
| Sandik e Kay, 1991 |
23 SZ (21M/2F) em = 31,2 |
Verme cerebellare scol = 10,3 dm = 20,3 |
GE = 8800 | Viene riscontrata una correlazione positiva statisticamente significativa tra la variabile morfometrica VCA e la variabile psicopatologica"disorganizzazione del pensiero", nonché tra la VCA ed i sintomi psicopatologici generali valutati alla PANSS |
| Daniel e Coll., 1991 |
20 SZ, em = 29,3 20 CS, em = 30,2 |
Verme cerebellare, area prefrontale, corpo calloso, testa del nucleo caudato | GE = 9800; 12 sezioni; spessore = 12 mm matrice = 512x512 |
Non esistono differenze tra SZ e CS in alcuna area esaminata |
| Vita e Coll., 1994 |
275 SZ (182M/93F) em = 26,5 124 CS (73M/51F) em = 26,5 |
Ventricoli laterali | EMI 1010(per 13 SZ e 93 CS);
GE 9000 II (per 86 SZ e 31 CS) |
Il VBR è maggiore negli SZ che nei CS: misure maggiori si riscontrano negli uomini e soprattutto tra quelli con storia familiare negativa per schizofrenia |
Fig. 4A e 4B.
Confronto tra immagini di TC e RMN del cervelletto. La Figura 4A mostra una
sezione assiale cerebrale ottenuta con TC. È visibile il verme cerebellare
ed i solchi vermiani il cui numero viene utilizzato per misurare latrofia.
La Figura 4B mostra una analoga sezione cerebrale. Si noti lottima risoluzione
dellintero cervello. La zona vermiana è ben visibile così come i solchi.
Cerebellar CT (4A, left) vs. MRI scans (4B, right).

Tab. V.
Principali studi eseguiti con RMN sul cervelletto di soggetti schizofrenici
o con altri disturbi psichiatrici.
Major MRI studies on cerebellum in schizophrenic patients and other psychiatric
disorders.
| Autore | Campione | Aree studiate | Caratteristiche della tecnica | Risultati |
| Mathew e Coll., 1985 |
12 SZ (7M/5F) em = 35 dm = 9,5 12 CS (7M/5F) em = 9,5 |
Verme cerebellare, 4° ventricolo | GE 0,5 T; freq. coil = 28 cm freq. spin-echo matrice = 256x256 spessore = 10 mm ris. spaz. = 1,7x1,7 sez. sagittale |
Non esistono differenze tra SZ e CS per la superficie della sezione vermiana e per lampiezza ventricolare |
| Murakami e Coll., 1989 |
9 AU (8M/1F) em = 26,5 7 CS (6M/1F) em = 26 |
Lobuli I-V e VI-VII del verme ed emisferi cerebellari | GE 1,5 T matrice = 256x256 campo = 24 sez. ass/sagitt; TR = 2000 (sez.ass) TR = 600 (sez. sagitt) TE = 25-70 (sez. ass) TE = 25 (sez. sagitt) spessore = 5mm |
Larea della sezione sagittale degli emisferi cerebellari è minore negli AU che nei CS; larea della sezione sagittale mediana dei lobuli cerebellari VI VII è minore negli AU che nei CS |
| Ekman e Coll., 1991 |
15 AU (10M/5F) em = 8,3 |
Cervelletto, cervello, tronco encefalico | GE 0,02 T sez. ass/cor/sagitt.
TR = 2300 (sez. assiale) TR = 500 (sez. cor/sagitt) TE = 120 (sez. ass) TE = 60 (sez. sagitt) spessore = 10 mm |
Non si riscontra alcuna anomalia morfologica in ciascuna area esaminata |
| Nasrallah e Coll., 1991 |
30 SZ (M) em = 30,7 scol = 13,4 alt = 177,7 11 CS; em = 31,1 scol = 15,9 alt = 179,4 |
Verme cerebellare: lobuli I-V, VI-VII, VIII-X | GE 1,5 T; T1 = 800 ms TR = 1500 ms matrice=256x25; sez. sagittale; spessore = 3 mm |
Il volume dei lobuli cerebellari è maggiore negli SZ che nei CS |
| Harvey e Coll., 1993 |
48 SZ (37M/11F) em = 31 34 CS (19M/15F) em = 31,6 |
Lobo frontale, lobo parietale anteriore, lobo temporale, scissura silviana | GE 0,5 T; sez. cor/ass; Te = 40 ms; Ti = 150 ms; Tr = 4420 ms; spessore = 5 mm; NEX = 1 |
I volumi dei lobi esaminati sono minori negli SZ che nei CS; lampiezza della scissura silviana è maggiore negli SZ che nei CS |
| Rossi e Coll., 1993 |
23 SZ (14M/9F) em = 28,2 dm = 6,1 16 CS (8M/8F) em = 36,6. |
Verme cerebellare: lobuli I-V, VI-VII, VIII-X | Sezione sagittale | Non esistono differenze di volume tra i lobuli cerebellari degli SZ e quelli dei CS. Tra gli SZ, il valore del CBR (Cerebellar Brain Ratio) è minore negli uomini che nelle donne; in particolare risulta ridotto il CBR relativo ai lobuli I-V |
| Jurius e Coll., 1993 |
1 SZ (M) em = 41 |
Cervelletto | GE 1,5 T; TR = 500 ms; TE = 15 ms; matrice = 265x192; NEX = 2; sez. sagittale |
Si riscontra una diffusa atrofia cerebellare precedente linsorgenza della sintomatologia schizofrenica |
| Aylward e Coll., 1994 |
36 SZ (25M15F) em = 31 scol = 12,4 51 CS (33M/18F) em = 30,8 scol = 15,7 |
Verme Cerebellare(lobuli I-V, VI-VII, VIII-X), midollo, ponte, 4° ventricolo | GE 1,5 T; Te = 15 ms; TR = 500 ms; matrice = 256x256; sez. sagittale; spessore = 5 mm; NEX = 1; campo = 24 cm |
Le misure di area eseguite per ciascuna struttura non rivelano differenze significative tra SZ e CS; quando si rapportano tali misure allarea della superficie intracranica (minore negli SZ), si dimostra unampiezza del 4° ventricolo maggiore negli SZ |
| Roy e Coll., 1994 |
51 pz. con diagnosi di schizofrenia, disturbo schizoaffettivo, disturbo schizofreniforme (22 casi familiari e 29 casi sporadici); em = 31,5; 97 CS em = 31,5 | Cervelletto, emisferi cerebrali, ventricoli laterali, corni temporali, 3° ventricolo, nuclei lenticolari, amigdala- ippocampo | GE 1,5 T; sez. coronali; spessore = 3 mm; Te = 30-90 ms; Tr = 3000 ms |
I casi familiari mostrano
una maggiore asimmetria dei ventricoli laterali (quello sn è più largo
del dx) e dei corni temporali (quello sn è più largo del dx). Lasimmetria
Ventricolare e il volume dei nuclei lenticolari sono maggiori nei casi
familiari che nei CS. Non esistono differenze significative tra i vari
gruppi riguardo al volume cerebellare
|
| Courchesne e Coll., 1994 | 50 AU; 53 CS |
Lobuli I-V e VI-VII del cervelletto | GE 1,5 T; TR = 600 ms; TE = 12-25 ms; sez. sagitt. mediana; matrice = 256x256; campo = 16 cm; spessore = 5 mm |
43 AU mostrano ipoplasia significativa dei lobuli VI-VII; 6 AU mostrano una iperplasia significativa degli stessi lobuli |
| Bilder e Coll., 1995 |
29 SZ (18M/11F); 5 pz. affetti da disturbi schizoaffettivi; scol = buona em = giovane |
Amigdala ed ippocampo ant. e post. | GE 1,0 T; TR = 40; TE = 15; spessore = 3,1mm; matrice = 256x256; sez. coronale |
Si dimostra che il volume dellippocampo anteriore è positivamente corre lato con un deficit delle funzioni motoria ed esecutiva |
| DeQuardo e Coll., 1996 |
14 SZ (7M/7F) em = 37,4 14 CS (8M/6F) em = 37,6 |
Cervelletto, corpo calloso, chiasma ottico, 4° ventricolo, lobo frontale | GE 1,5 T; sez. sagittale; TR = 40-567; TE = 5-16; NEX = 1; spessore = 2-5 mm; matrice = 256x128-256; campo = 22 | Si riscontrano una riduzione del volume cerebellare, un maggiore inarcamento del corpo calloso e un allargamento del 4° ventricolo negli SZ rispetto ai CS |
| Jacobsen e Coll., 1997 |
24 SZ (12M/12F) em = 14,1 alt = 158,4 pm = 62,1 52 CS (28M/24F) em = 14,3 alt = 164 pm = 55,4 |
Verme cerebellare, lobo cerebellare infero- posteriore, cervelletto; 4° ventricolo | GE 1,5 T; sez. cor/ass/sagitt; spessore = 1,5-2 mm; TE = 5; TR = 24; ang = 45; matrice = 192x256; NEX = 1; campo = 24 |
Il volume del verme, larea della sezione sagittale del verme e il volume del lobo infero-posteriore del cervelletto sono minori negli SZ che nei CS. Nessuna differenza nel volume del cervelletto e nellampiezza del 4° ventricolo |
| De Lisi e Coll., 1997 |
50 SZ (32M/18F) em = 27,4 20 CS (12M/8F) em = 26,5 |
Cervelletto, emisferi cerebrali, lobo temporale, amigdala, ippocampo, ventricoli laterali, nucleo caudato, corpo calloso | GE 1,5 T; sez. ass/cor/sagitt; matrice = 256x256; spessore = 5 mm; TR = 600 (sez.ass/cor) TR = 2000(sez. sagitt.) TE = 25(sez. ass/cor) TE = 25-80(sez. sagitt.) NEX = 2(sez. ass/cor) NEX = 1(sez. sagitt.) |
Le uniche differenze significative riguardano un minore volume degli emisferi cerebrali e dellemisfero cerebellare dx ed un restringimento dellistmo calloso negli SZ rispetto ai CS; si dimostra una progressione di tali anomalie nei soggetti non sottoposti a trattamento |
| Piven e Coll., 1997 |
35 AU (26M/9F) em = 18 36 CS (20M/16F) em = 20 |
Lobuli I-V e VI-VII del cervelletto | GE 1,5 T; sez. coronali; spessore = 1,5 mm; ang = 40; TR = 24; TE = 5; NEX = 2; campo = 26; matrice = 256x192 |
Nessuna differenza significativa tra i 2 gruppi per quanto riguarda il volume dei lobuli I-V e VI-VII; il volume cerebellare totale è maggiore negli AU che nei CS |
Tab. VI.
Principali studi eseguiti con PET sul cervelletto in soggetti schizofrenici.
Major PET studies on cerebellum in schizophrenic patients.
| Autore | Campione | Aree studiate | Risultati |
| Volkow e Coll., 1992 |
18 SZ 12 CS |
Cervelletto | Il metabolismo assoluto e relativo del cervelletto risulta minore negli SZ che nei CS |
| Levy e Coll., 1992 |
12 SZ 11 CS |
Cervelletto e gangli della base | Negli SZ viene riscontrata una riduzione del metabolismo del glucosio sia a livello del cervelletto che dei gangli della base |
| Andreasen e Coll., 1997 |
17 SZ 17 CS |
Corteccia prefrontale, corteccia temporale, corteccia parietale, talamo e cervelletto | Negli SZ si riscontra una ridotta perfusione della regione prefrontale, parietale e temporale ed unaumentata perfusione cerebellare e talamica; tali dati suggeriscono uno squilibrio nel circuito fronto-talamo- cerebellare |
| Wiser e Coll., 1998 |
SZ e CS | Regione prefrontale, precuneo e cervelletto | Negli SZ, sottoposti a test mnemo-cognitivi, si riscontra una ridotta attivazione delle aree indagate |
| Krespo-Facorro e Coll., 1999 |
14 SZ 13 CS |
Cervelletto, talamo e corteccia prefrontale | Negli SZ, sottoposti a prove cognitive, si riscontra una ridotta perfusione della corteccia prefrontale, del talamo, del verme cerebellare e del cuneo |
Tab. VII.
Principali studi eseguiti con fRMN sul cervelletto di soggetti schizofrenici.
Major fMRI studies on cerebellum in schizophrenic patients.
| Autore | Campione | Aree studiate | Caratteristiche della tecnica | Risultati |
| Andreasen e Coll., 1994 |
52 SZ (36M/16F) em = 30,1 dm = 21,9 scol = 13,3 alt = 173 90 CS (48M/42F) em = 27,43 scol = 13 alt = 171,9 |
Volume tissutale e volume del CSF cerebellare, frontale, parietale, temporale e occipitale; volume del CSF ventricolare e totale; volume cerebrale | GE 1,5 T; sez. coronale; spessore = 1,5 mm; TE = 5 ms; TR = 24 ms; ang. = 40°; NEX = 2; matrice = 256x192; campo = 26 cm |
Il volume del CSF totale e ventricolare è maggiore negli SZ che nei CS; il volume cerebrale è minore negli SZ; il volume del lobo frontale è minore negli SZ; non esistono differenze significative tra SZ e CS riguardo al cervelletto |
| Kim e Coll., 1994 |
7 CS | Nuclei cerebellari | Durante le prove cognitive si verifica lattivazione di unarea del nucleo dentato diversa rispetto a quella implicata in attività motorie | |
| Loeber e Coll., 1999 |
Un campione di SZ, MA e CS | Cervelletto | DSC fRMN | Non si riscontra alcuna differenza di volume nella perfusione cerebellare dei tre gruppi |
| Legenda delle Tabelle |
| VBR: Ventricular Brain Ratio SZ: Schizofrenici AU: Autistici pz: Pazienti CS: Controlli sani MA: Maniaci M: Maschi F: Femmine T: Tesla dm: Durata della malattia in anni scol: Scolarità alt: Altezza in cm em: Età media in anni pm: Peso medio in kg CSF: Liquido cerebrospinale sez: Sezione vf: Diametro |