F.S. Marra, P. Pancheri - Vol. 5, Dicembre 1999, num.4
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Obiettivo: lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare, su una grossa popolazione ambulatoriale (ambulatorio pubblico psichiatrico), se la richiesta di visita su malati schizofrenici è discordante, ed in quale misura, rispetto alla incidenza e prevalenza.
Metodi: abbiamo analizzato i dati anamnestici di 7514 pazienti ambulatoriali, servendoci dell'archivio dell'ambulatorio della III Clinica Psichiatrica, e da questi abbiamo selezionato un campione di soggetti (3039) con le seguenti diagnosi in Asse I: Disturbi dello Spettro Schizofrenico e Disturbi dello Spettro Depressivo. Per i criteri di diagnosi ci siamo attenuti al DSM versioni III, III-R e IV. Abbiamo infine valutato il sesso, l'età al primo contatto con il nostro ambulatorio e l'età all'esordio della sintomatologia clinica.
Risultati: i pazienti con diagnosi di Disturbi dello Spettro Schizofrenico erano 912: 723 maschi (79,3%) e 189 femmine (20,7%) (p < 0,01); quelli con diagnosi dello Spettro Depressivo erano 2127: 813 maschi (38,2%) e 1314 femmine (61,8%) (p < 0,03). La media dell'età di esordio era per i Disturbi dello Spettro Schizofrenico di 20,48 aa (maschi) e 25,65 aa (femmine) e per i Disturbi dello Spettro Depressivo di 39,54 aa (maschi) e 37,35 aa (femmine).
Conclusioni: l'impressione clinica di un maggior numero di "primi contatti ambulatoriali" da parte dei pazienti schizofrenici di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile è confermata dai dati ricavati da un'ampia casistica di un ambulatorio psichiatrico universitario.