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B. Callieri, L. Abbate - Vol. 5, Dicembre 1999, num.4

Testo Bibliografia Summary Riassunto Note Indice

Transessualismo maschile. Aspetti psicodinamici e fenomenologici (a)
Male transsexualism. Psychodynamic and phenomenological aspects

a) Il gradito invito rivoltoci dalla Redazione di questo Giornale di Psicopatologia è occasione preziosa per richiamare l’attenzione dello psichiatra di oggi verso la figura del Transessuale: nell’ambigua proposizione della sua corporeità, della sua identità e del suo modo di situarsi nel mondo attuale.

L’orizzonte fenomenologico, quello psicoanalitico, e quello della Psicologia Analitica junghiana vengono qui prospettati nella loro validità euristica, densa ma non sempre facile a cogliersi, nel loro spessore di fondazione teoretica e nel suggestivo richiamo per l’approfondimento psicopatologico e forense volto ad una prassi ineludibile.

i) La decima revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10)11 lo identifica ancora col termine Transessualismo, inserendolo all’interno dei disturbi dell’Identità Sessuale, affiancando, come condizioni affini, un Disturbo dell’Identità di Genere della Fanciullezza e il Travestitismo con doppio ruolo.

ii) Queste le parole di Stoller18: "Una madre che nella propria infanzia ha attribuito poco valore alla sua femminilità e alla sua appartenenza al sesso femminile. La propria madre l’aveva trattata come se fosse un essere neutro, mentre il padre, che aveva per lei una maggiore considerazione, l’aveva incoraggiata ad identificarsi con i suoi interessi maschili. Fra la prima infanzia e la pubertà, la bambina aveva accentuato a tal punto le qualità mascoline da desiderare di essere un maschio e per vari anni aveva indossato solo abiti maschili, si era tagliata i capelli come un maschietto e aveva giocato solo con i maschi, gareggiando con essi, a volte con successo e su un piano di parità, specialmente nell’atletica. Con l’inizio dei mutamenti fisici dell’adolescenza la bambina – a differenza delle donne transessuali, alle quali finora era somigliata – rinunciò a tutte le speranze di poter mai diventare un maschio. Si costruì invece una facciata femminile e col tempo si sposò. L’uomo da lei sposato – il padre dell’individuo transessuale – è un uomo passivo, distaccato, anche se di solito non effeminato, che non rappresenta una figura forte o significativa nel matrimonio. Ci si attende che dia un sostegno economico alla famiglia e che, quanto al resto, si offra semplicemente alla moglie come oggetto di derisione. In questa famiglia degna di commiserazione è nato il futuro transessuale".

iii) Col termine simbiosi focale l’autore si rifà ai lavori di Greenacre 24 che introduce questo concetto per designare l’interdipendenza estremamente forte, fra la madre e il bambino, la quale si limita ad una relazione speciale e circoscritta piuttosto che riguardare la relazione globale.

 iv) Il Complesso d’Edipo rappresenta, secondo Lacan, una metafora particolare che consiste nella sostituzione di un significante – il Nome-delPadre – a un altro significante – il desiderio della madre; l’effetto prodotto è designato dal simbolo fallico.

v) Mac-Alpine e Hunter 32 nella prefazione all’edizione inglese delle memorie di Schreber, facevano notare che ciò che Freud designava come omosessualità in Schreber era in effetti un’ondata di impulsi transessuali: il corpo di Schreber sta per trasformarsi in un corpo femminile. Tale impulso è una delle fonti del timore dell’omosessualità, timore che potrebbe esser meglio definito come "timore del Transessualismo". Non condividiamo la posizione di questi due autori, ci sembra che il loro pensiero sia confuso rispetto alla tendenza generale a non sovrapporre transessualismo ed omosessualità.

vi) La teoria dei nodi costituisce un campo sviluppato dalla topologia matematica. Il nodo borromeo, così chiamato perché fu utilizzato dai Borromei come simbolo delle loro alleanze con altre due famiglie, consiste nell’annodamento di tre anelli in modo che se uno si rompe gli altri due vengono sciolti. Questa singolare proprietà incitò Lacan a servirsene per dare supporto alla relazione, nell’inconscio, esistente tra i tre registri: il Simbolico legato al linguaggio, l’Immaginario legato alle rappresentazioni associate ai corpi, il Reale come dimensione necessitata dall’impossibilità di riferire tutti i fenomeni inconsci ai primi due. Il nodo borromeo, inizialmente composto da tre anelli, può essere generalizzato fino a comprendere un numero indefinito di anelli, senza perdere la sua caratteristica di disfarsi se uno di essi si rompe. È in questo senso che il nodo a quattro anelli è utilizzato da Lacan per fornire un supporto formale al complesso di Edipo, che consisterebbe nell’annodamento del Simbolico, dell’Immaginario, del Reale e del Nome-del-Padre come quarto registro. La possibilità di una supplenza significa che un significante, diverso del Nome-del-Padre, può svolgere la funzione del quarto per consentire al nodo di tenere. Certi sintomi possono avere questa funzione. Un’altra forma di supplenza può consistere, per esempio, in un quinto anello che, annodandone altri due, consente la tenuta di quattro anelli che, senza di esso, uno di loro venisse a sciogliersi (Millot 30).

vii) Anche il delirio di Schreber 31, a ben vedere, è tutto rivolto a Dio: "È mio dovere offrirgli questo piacere per quanto sia possibile nelle attuali condizioni che attentano l’ordine dell’universo e di offrirgli sotto forma del maggiore sviluppo possibile di voluttà dell’anima. E se, ciò facendo, un po’ di piacere sessuale me ne viene di riflesso, mi sento giustificato ad accettarlo a titolo di lieve indennizzo per tutte le sofferenze e le privazioni che ho patito in tanti anni" .

viii) Ricordiamo qui, per esempio, che gli abitanti delle isole Trobriand, descritti da Malinowski 38 ancora oggi vivono la procreazione come un atto che appartiene solo alla donna

ix) Bettelheim 40 sostiene infatti che "Scopo del rituale diviene allora […] la riproduzione simbolica dell’organo sessuale femminile, mentre la riapertura ciclica della ferita sta a significare il fenomeno periodico della mestruazione". Anche nei loro canti gli uomini, sottolinea Eliade 41, ripetono che il sangue della loro ferita non è più il loro sangue. La ferita diventa la vagina dell’Antenata che perdeva proprio da li il suo sangue, di conseguenza il sangue dell’uomo che esce dalla ferita è uguale a quello del flusso mestruale.

x) "… al culmine dell’esaltazione, il 24 marzo (dies sanguinis), i Galli (sacerdoti di Cibele) si castravano volontariamente tagliandosi l’intero organo genitale con un coltello di selce consacrata. […] Per compiere tale mutilazione, l’uso di una lama di bronzo o di ferro era interdetto […] il flusso dell’emozione orgiastica invadeva gli spettatori che, anch’essi, sacrificavano la propria virilità. Gli adoratori della dea correvano per le strade, l’organo genitale in mano. Lo lanciavano all’interno delle case, ricevendo allora, secondo l’usanza, delle vesti di donna" (42).

xi) In un percorso di crescita normale ogni pulsione e ogni istinto, ogni tendenza arcaica e ogni tendenza del collettivo può allearsi con l’immagine della Grande Madre e opporsi all’Io. L’Io e la coscienza sono costretti a lottare per farsi un loro posto e a difendersi all’interno contro le ritorsioni della Grande Madre e, per consolidarsi devono affrontare una lotta lunga e durissima. Via via che la coscienza si emancipa e si contrappone più decisamente all’inconscio, l’evoluzione dell’Io porta a uno stadio in cui, inevitabilmente, la Grande Madre non appare più amichevole e benigna per l’Io, ma nemica e terribile; e viene vissuto dalla coscienza come tendenza dell’inconscio che mira ad annientarla. Tale tendenza coincide con il fatto fondamentale che l’Io e la coscienza devono faticosamente sottrarre all’incoscio la quantità di libido necessaria alla propria sussistenza, e se non riescono in questo ricadono nell’incoscio. Quello che l’Io sperimenta come distruttività è anzitutto la carica energetica soverchiante dell’inconscio, e in secondo luogo la sua debolezza, la scarsa resistenza e l’inerzia della propria struttura coscia. È in questa fase che, secondo Neumann, compare l’archetipo dell’Antagonista su cui questi elementi vengono proiettati. L’opposizione dell’Io all’inconscio passa, quindi, dalla paura e dalla fuga, all’atteggiamento di sfida di "coloro che oppongono resistenza", per poter arrivare, solo in seguito, all’atteggiamento combattivo dell’eroe.

xii) "I giovani che fuggono terrorizzati e impazziti di fronte alla richiesta d’amore della Grande Madre, tradiscono con l’autocastrazione la loro irriducibile fissazione al simbolo centrale del culto della Grande Madre, il fallo; ed essi lo offrono a lei, sia pure negandolo al livello della coscienza e con un Io che protesta" 43

xiii) È importante sottolineare che la diagnosi di transessuale è fondamentalmente un’autodiagnosi. È il soggetto che si riconosce come tale. Compito del clinico è quello di indagare quanto genuina sia questa scelta e quanto il soggetto che la pone non presenti problematiche di ordine psicotico.