F. Bogetto, U. Albert, A. Badà, G. Maina - Volume 5, Settembre 1999, n. 3
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Obiettivo: in un campione di 30 pazienti con DD: 1) valutare i tassi di comorbidità attuale e lifetime con gli altri disturbi di asse I; 2) confrontare le caratteristiche clinico-demografiche tra i pazienti che hanno presentato solo diagnosi di DD con quelli che hanno ricevuto unaltra diagnosi in comorbidità.
Metodo: sono stati studiati 30 pazienti affetti da DD (DSM-IV, BABS = 18). I pazienti sono stati valutati con unintervista clinica semistrutturata riguardante: - dati anagrafici - diagnosi di asse I - caratteristiche cliniche del DD. Sono state somministrate le seguenti scale: BABS, SASS, HDRS, HARS. Il campione è stato quindi suddiviso in pazienti con DD "puro" quando il disturbo delirante non presentava altri disturbi di Asse I associati, e DD "in comorbidità", quando invece presentava una comorbidità lifetime con almeno un altro disturbo di Asse I.
Risultati: sono stati rilevati elevati tassi di comorbidità lifetime tra DD e altri disturbi di Asse I (70%). I disturbi dellumore e dansia sono risultate le diagnosi più frequentemente in comorbidità. Il confronto delle caratteristiche clinico-demografiche fra i due gruppi (DD puro - DD in comorbidità) ha evidenziato alcune differenze significative: letà media al momento dellosservazione; letà media al momento della prima osservazione specialistica e letà di esordio del DD sono tutte più precoci nelle forme con comorbidità rispetto alle forme pure. Statisticamente significativa è risultata anche la presenza di più temi deliranti (DD misto) nei pazienti con DD puro (75%) rispetto ai soggetti con comorbidità (18.2%).
Conclusione: il fenomeno comorbidità assume particolare rilevanza nel DD, in quanto appare influenzare alcune delle caratteristiche clinico-demografiche.