E. Bemi, E. Pizza, L. Lattanzi, G. Perugi - Vol. 5/1
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E. Bemi, E. Pizza, L. Lattanzi, G. Perugi
Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie,
Sezione di Psichiatria, Università di Pisa
Parole chiave Depressione atipica - Disturbo bipolare
II - Comorbidità - Disturbo borderline di personalità
Key words Atypical depression - Bipolar
disorder II - Comorbidity - Borderline personality disorder
Con il termine "depressione atipica" si intende un particolare sottotipo di disturbo dellumore, caratterizzato essenzialmente da depressione con umore reattivo, un pattern stabile nel tempo di sensitività interpersonale e sintomi vegetativi inversi, quali iperfagia, ipersonnia ed estrema astenia; spesso la sintomatologia depressiva si accompagna ad una sintomatologia ansiosa rilevante, spesso attacchi di panico e manifestazioni fobiche.
Il concetto di depressione atipica iniziò a delinearsi negli anni 50 ad opera dei ricercatori del St Thomas Hospital di Londra (1,2). Gli Autori evidenziarono che depressioni di lieve entità caratterizzate, sul piano clinico, da ansia critica e persistente, fobie, somatizzazioni, astenia e sintomi vegetativi inversi, in assenza di caratteristiche endogene, rispondevano preferenzialmente agli Inibitori delle Mono-Amino-Ossidasi (IMAO) piuttosto che agli Antidepressivi Triciclici (TCA) e alla Terapia Elettroconvulsivante (ECT).
Negli ultimi anni alcuni studi controllati hanno confermato la risposta preferenziale della depressione atipica agli IMAO (3-5) anche se alcuni autori (6,7) hanno riportato una risposta sovrapponibile tra TCA ed IMAO. Alcune prove cliniche (8,9) segnalano lefficacia degli Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina (SSRI) e degli Inibitori Reversibili delle Monoamino-Ossidasi (RIMA), quale la moclobemide. È stato sottolineato (10) come lazione degli SSRI sembri esplicarsi su alcune dimensioni psicopatologiche transnosografiche tra le quali sono da considerare anche lumore reattivo e la sensitività interpersonale, oltre ad ansia, aggressività e discontrollo degli impulsi. Tutti questi aspetti sintomatologici sono presenti nella depressione atipica ed avvalorano la necessità di mantenere distinto questo sottotipo diagnostico.
Nel complesso, le ricerche finora effettuate sembrano indicare lautonomia della depressione atipica nellambito dei disturbi dellumore (11), sulla base del profilo sintomatologico specifico e della peculiare risposta al trattamento farmacologico; a tuttoggi, comunque, sono limitati gli studi sui marker biologici e quelli familiari e genetici. Scarse sono pure le informazioni sulla stabilità del decorso a lungo termine di queste forme.
Una versione limitata del concetto di depressione atipica è stato incorporato per la prima volta in un sistema ufficiale internazionale di classificazione nel 1994, con la pubblicazione del DSM IV (12); nellICD-10 (13), che lo precede di soli due anni, il termine non compare nel capitolo dei disturbi dellumore. Anche se il DSM IV (12) prevede la definizione delle "caratteristiche atipiche" come specificazione per descrivere meglio sul piano trasversale lepisodio depressivo maggiore, rimangono aperti numerosi problemi. La concettualizzazione originaria della depressione atipica e le successive descrizioni sono infatti più ampie ed estensive (ma anche più vicine alla realtà clinica) rispetto a quanto viene riportato nel DSM IV sotto lo stesso termine; inoltre, secondo quanto specificato dal manuale, i sintomi atipici possono caratterizzare una Depressione Maggiore ricorrente, con o senza stagionalità, un Disturbo Bipolare o una Distimia. Gli estensori del DSM IV non prendono posizione sul significato clinico, sulla collocazione della depressione atipica allinterno dei disturbi dellumore ed, in particolare, sui rapporti con i disturbi dello spettro bipolare.
Depressione atipica e disturbo bipolare II
Lorientamento di una parte della letteratura è di considerare alcune forme depressive atipiche come appartenenti allambito bipolare. Yerevanian e Akiskal (14) due decadi fa descrissero, tra le forme depressive croniche, il "character spectrum disorder", un quadro clinico con molte somiglianze sia con il sottotipo V di depressione atipica di Davidson (15) che con la disforia isteroide di Liebowitz e Klein (16). I pazienti descritti da questi autori, prevalentemente di sesso femminile, si presentano con un "melange" di tratti istrionici e sociopatici, riferiscono depressioni intermittenti di gravità moderata senza sintomi melanconici, abusano frequentemente di alcool ed altre sostanze, hanno familiarità positiva per alcolismo o sociopatia, ma non per disturbi affettivi, ed una scarsa risposta ai TCA o al litio.
Himmeloch e Thase (17) hanno usato il termine depressione atipica con anergia per descrivere episodi depressivi bipolari caratterizzati da astenia, segni vegetativi inversi e rallentamento motorio. Anche questi pazienti rispondono favorevolmente agli IMAO, anche se, a differenza di altri depressi atipici, non mostrano reattività dellumore. Così il tipo V potrebbe includere una forma lieve, con umore reattivo (18) e decorso cronico, ed una forma grave, con umore non reattivo (17) e decorso episodico.
Akiskal (19) ha ipotizzato che le forme depressive con caratteristiche atipiche rappresentino un sottotipo di disturbo bipolare II, sottolineando laffinità tra le due condizioni. I sintomi vegetativi inversi della depressione atipica potrebbero essere caratteristici di un sottotipo bipolare "attenuato", caratterizzato da fasi depressive protratte di tipo distimico, con prevalenti aspetti sintomatologici di iperfagia, ipersonnia e rallentamento motorio, che si alternano in modo irregolare a periodi di breve durata, di tipo estroverso-ipomaniacale, spesso scatenati da trattamenti antidepressivi, uso di sostanze stimolanti o alcol e da eventi di vita favorevoli.
La depressione atipica potrebbe essere così collocata allinterno del cosiddetto "spettro attenuato di disturbo bipolare", che include tutte quelle forme di disturbo dellumore con episodi depressivi accompagnati da episodi ipomaniacali o ciclotimia nelle fasi intervallari (disturbo bipolare di tipo II); oppure quei quadri ancora più sfumati dove si osservano brevi switch ipomaniacali indotti dal trattamento con antidepressivi, o tratti temperamentali premorbosi di tipo ipertimico o ciclotimico (20,21).
Depressione atipica e disturbo borderline di personalità
Molteplici sono le somiglianze tra alcune forme depressive atipiche ed il disturbo borderline di personalità (BPD). Secondo alcuni autori (22,23) infatti, molte condizioni psicopatologiche descritte come BDP sono espressione di un patologia affettiva con caratteristiche del tutto peculiari, in parte sovrapponibili sul piano clinico e fenomenologico alla depressione atipica o ai quadri di disforia isteroide (24). Secondo questa interpretazione, il disturbo psicopatologico nucleare sarebbe rappresentato da una difettosa "regolazione dellumore". In taluni pazienti il disturbo sarebbe così stabile e di lunga durata da provocare anche tratti caratteriali patologici e disadattamento marcato. Per esempio, linstabilità lavorativa, la promiscuità sessuale, luso di sostanze, limpulsività, le spiccate tendenze autolesive possono essere interpretate come il risultato delle frequenti oscillazioni affettive e della eccessiva reattività dellumore. I tentativi di sucidio ricorrenti ed altri atti autolesivi possono riflettere la disperazione ed i sentimenti di mancanza di speranza; le relazioni instabili e tumultuose possono derivare dalla scarsa autostima e dallimpulsività eccessiva. Taluni pazienti con un disturbo affettivo primario a decorso cronico possono sviluppare un cluster secondario di comportamenti che indirizzano ad una diagnosi di BPD (25). Alcuni dati derivanti dagli studi di risposta al trattamento sembrano confermare queste interpretazioni: numerosi elementi sintomatologici del BPD, quali la reattività dellumore, il discontrollo degli impulsi e la sensitività interpersonale, mostrano una buona risposta al trattamento con fenelzina (26) anche se non sempre confermata (27) , o con fluoxetina (28,29). Anche Liebowitz e Klein (31) hanno ipotizzato che, in considerazione della peculiare risposta terapeutica e del loro stile di vita burrascoso, alcuni tra i pazienti con BPD siano in realtà caratterizzati da una psicopatologia primariamente affettiva (quale la disforia isteroide) "mascherata" dalle alterazioni comportamentali. Akiskal (21) sostiene che lo stile di vita tumultuoso, romantico ed impulsivo tipico dei pazienti con disforia isteroide o depressione atipica suggerisce un legame con la patologia ciclotimica e con il disturbo bipolare II.
Scopo della ricerca
Sulla base dei dati empirici oggi disponibili, non è ancora possibile una collocazione precisa della depressione atipica nellambito dei disturbi dellumore e dello spettro bipolare. Gli studi condotti sino ad oggi sulle casistiche cliniche hanno privilegiato una stratificazione sintomatologica dei pazienti, allo scopo di evidenziare sintomi bersaglio e di ottimizzare le differenze di risposta alle varie classi di antidepressivi. I dati disponibili sulla distribuzione familiare, il decorso e la comorbidità, indispensabili per completare linquadramento nosografico del disturbo, risultano carenti e rendono problematica una sua adeguata classificazione.
Scopo di questa ricerca è la valutazione dei rapporti esistenti tra depressione atipica, spettro bipolare e disturbo borderline di personalità in un gruppo di pazienti con diagnosi di Episodio Depressivo Maggiore con caratteristiche Atipiche. Per la diagnosi sono stati utilizzati i criteri del DSM-IV, modificati per il numero di requisiti richiesti in aggiunta alla reattività dellumore: uno e non due, in accordo con i dati della letteratura internazionale (32). Si è proceduto alla valutazione delle caratteristiche epidemiologiche e cliniche e della comorbidità con altri disturbi mentali, indagandone il significato clinico e le relazioni esistenti con il disturbo bipolare, inteso nella sua accezione più ampia di "spettro bipolare". In questa prospettiva sono stati inoltre indagati i rapporti con il BPD.
Materiale e metodo
La ricerca è stata condotta su 91 pazienti consecutivamente affluiti nel corso dellultimo anno presso il Day Hospital e lAmbulatorio della Clinica Psichiatrica dellUniversità di Pisa, 12 (13.2%) di sesso maschile e 79 (86.8%) di sesso femminile, di età compresa tra i 16 e i 55 anni, con una media di 31.5 anni (ds ± 8.8). La diagnosi di ammissione allo studio era Episodio Depressivo Maggiore con caratteristiche atipiche, secondo i criteri del DSM IV modificati. Il numero dei criteri richiesti in aggiunta alla reattività dellumore era di uno e non due, in accordo con i dati della letteratura internazionale (32,18). Sono stati utilizzati come criteri di esclusione la presenza di caratteristiche melanconiche e di sintomi psicotici.
Ogni paziente era valutato nel corso di unintervista della durata di circa due ore (da condurre anche in tempi successivi), che comprendeva la somministrazione degli strumenti di indagine diagnostica e clinica. Gli strumenti standardizzati utilizzati per la valutazione erano i seguenti:
- Intervista Semistrutturata per la Diagnosi (Structured Interview for Mood Disorders) (SIMD) (33): intervista diagnostica semistrutturata per la diagnosi dei Disturbi dellUmore, frutto della collaborazione tra lIstituto di Clinica Psichiatrica dellUniversità di Pisa e la sezione dei Disturbi Affettivi dellUniversità del Tennnessee, Memphis, USA.
La SIMD è stata sviluppata per diagnosticare lEpisodio Depressivo Maggiore e raccogliere in modo sistematico dati anamnestici quali numero e durata di precedenti episodi, numero di tentativi di suicidio, caratteristiche temperamentali, sintomatologia residua, risposta ai precedenti trattamenti, eventi stressanti associati allesordio dellepisodio, presenza di melanconia e di tratti psicotici, anamnesi psichiatrica familiare. In base alla storia familiare, al tipo di temperamento precedente e alla presenza di episodi di Mania ed Ipomania, lalbero decisionale SIMD identifica tre forme di depressione primaria: Disturbo Bipolare I, caratterizzato da conclamati episodi maniacali; Disturbo Bipolare II, in cui lepisodio depressivo è preceduto o seguito da Ipomania, Temperamento Ipertimico o Temperamento Ciclotimico; Disturbo Bipolare III, in pazienti che non soddisfano i criteri per il Disturbo Bipolare I e II ma che hanno un familiare di primo grado con Disturbo Bipolare; Depressione Maggiore Ricorrente, in assenza di storia familiare per Disturbo Bipolare, Ipomania o Temperamento Ipertimico; Depressione Maggiore, Episodio Singolo.
- Atypical Depression Diagnostic Scale (ADDS) (34): è una intervista semistrutturata, raccolta direttamente dal paziente, che si propone di evidenziare e codificare, secondo una scala di gravità sintomatologica, i criteri diagnostici di un episodio depressivo con caratteristiche atipiche. Elaborata dal gruppo di ricercatori della Columbia University sulla base della letteratura internazionale e della propria esperienza clinica, individua essenzialmente le manifestazioni predittive di una risposta preferenziale al trattamento farmacologico con IMAO. Tali caratteristiche, da noi utilizzate in una versione italiana appositamente elaborata, consentono di identificare quei pazienti con note di atipicità durante lepisodio depressivo attuale; la valutazione avviene sugli ultimi tre mesi.
Primo requisito è la presenza di reattività dellumore, superiore ad almeno il 50% della reattività presente durante le fasi di eutimia.
Sono inoltre richiesti almeno due dei seguenti requisiti:
- ipersonnia (dormire oltre 10 ore al giorno per almeno tre giorni la settimana, con orari diversi dallusuale);
- paralisi plumbea (come sensazione fisica di essere pesante, come di piombo);
- eccessivo aumento di appetito o di ingestione di cibo o incremento ponderale superiore ai 4 kg negli ultimi tre mesi;
- sensitività al rifiuto interpersonale (considerato negli ultimi due anni, come tratto durevole di eccessiva reazione emotiva al rifiuto o alle critiche, causa di significativa compromissione funzionale, sia sulla qualità delle relazioni, sia sul livello globale di funzionamento, sia come evitamento di relazioni interpersonali o di altre possibili occasioni di rifiuto).
- Intervista per la Depressione Atipica: questa intervista è stata appositamente elaborata per lattuazione di questa ricerca; si è proceduto alla descrizione delle caratteristiche atipiche dellepisodio depressivo secondo i criteri del DSM-IV, modificati; inoltre, si è valutato come criterio aggiuntivo, non necessario per la formulazione della diagnosi, leventuale presenza di alternanza diurna inversa della sintomatologia depressiva:
A. reattività dellumore in risposta a stimoli positivi, attuali e potenziali;
B. almeno una delle seguenti caratteristiche:
1) significativo incremento ponderale o aumento dellappetito;
2) ipersonnia;
3) paralisi plumbea (pesantezza, sentire gambe o braccia di piombo);
4) un pattern stabile nel tempo (non limitato agli episodi di disturbo dellumore) di sensitività al rifiuto nei rapporti interpersonali, che determina un significativo grado di malfunzionamento nel livello di adattamento sociale od occupazionale;
C. nel decorso dello stesso Episodio Depressivo non sono soddisfatti i criteri per le caratteristiche melanconiche o catatoniche.
Criterio aggiuntivo:
D. presenza di alternanza diurna inversa, con peggioramento serotino della sintomatologia depressiva.
- Structured Clinical Interview for DSM-III-R (SCID) (35): è una intervista strutturata, avente come informatore il paziente, sviluppata secondo i criteri diagnostici del DSM-III-R (36). Tale strumento può essere usato per formulare la diagnosi delle principali sindromi cliniche proprie degli Assi I e II; per la nostra ricerca sono state utilizzate le sezioni dedicate al DAP e allAgorafobia, alla Fobia Sociale, alla Fobia Semplice, al GAD, al Disturbo Ossessivo-Compulsivo e allAbuso di Sostanze. Lintervista prevede una serie di domande riguardanti la sintomatologia presentata nelle ultime 4 settimane dal paziente, con limpiego dei criteri previsti dal DSM-III-R (36) per le specifiche entità nosografiche. Il punteggio è attribuito secondo una scala da 1 (assenza del sintomo) a 3 (presenza dello stesso).
Per la diagnosi (current e lifetime) di Disturbo da Dismorfismo Corporeo, Bulimia Nervosa e Disturbi di Personalità Borderline, Istrionico, Narcisistico, Evitante, Dipendente e Ossessivo-Compulsivo è stata utilizzata una intervista semistrutturata per lidentificazione dei criteri specifici del DSM-IV per ogni singolo disturbo indagato (Appendice 3).
La Hopkins Symptoms Check-list (HSCL 90) è uno strumento di autovalutazione costituita da 90 items che valutano la sintomatologia generale durante lultima settimana. I punteggi ottenuti ai vari items sono articolati in 9 fattori che esplorano varie dimensioni psicopatologiche (Ansia, Ansia Fobica, Somatizzazioni, Depressione, Ossessioni-Compulsioni, Sensitività Interpersonale, Rabbia ed Ostilità, Ideazione Paranoide, Psicoticismo).
- Hamilton Psychiatric Rating Scale for Depression (HAM D) (38), inclusa la parte per la valutazione dei sintomi vegetativi inversi (39) (Appendice 4): La Hamilton Psychiatric Rating Scale for Depression è una scala semistrutturata di eterovalutazione composta da 21 item che indagano la sintomatologia depressiva e ansiosa negli ultimi 7 giorni. Per ogni item viene attribuito un punteggio in una scala di gravità che oscilla tra 0 e 4.
Lanalisi dei dati è effettuata su 7 fattori: ansia-somatizzazione, peso, disturbi cognitivi, variazioni diurne, rallentamento, disturbi del sonno e sul punteggio totale.
La parte per la valutazione dei sintomi inversi prevede specifici item atti ad indagare il sonno, la condotta alimentare iperfagica, il grado di astenia somatica e la sensitività interpersonale, in un punteggio di gravità che oscilla tra 1 e 5.
Risultati
Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche dellintero campione, 48 (52.7%) soggetti non risultano mai coniugati, 22 (24.2%) lo sono per la prima volta, 3 (3.3%) hanno contratto matrimoni precedenti, 18 (19.8%) sono separati o divorziati, nessuno è vedovo. Lattività lavorativa è variamente distribuita nel campione: 37 (40.6%) sono studenti, 14 (15.4%) hanno unattività di tipo impiegatizio (insegnanti o impiegati), 6 (6,59%) sono operai, 28(30.8%) hanno unattività dirigenziale o libero professionale o sono commercianti, 6 (6.6%) casalinghe o disoccupati al momento dellintervista. Il livello di istruzione è rappresentato essenzialmente dalla licenza media inferiore (46; 50.6%) e dalla laurea (34; 37.4%), un numero minore di soggetti ha conseguito il diploma di scuola media superiore (11; 12.1%). La maggior parte dei pazienti abita in ambiente urbano (n = 76, 83.5%) o suburbano (n = 9; 9.9%); 6 individui (6.6%) abitano in ambiente rurale.
La diagnosi di Disturbo dellUmore secondo la SIMD permette di individuare 70 (76.9%) soggetti con Disturbo Bipolare II; 16 (17.6%) con Depressione Maggiore Ricorrente; (4.4%) con Episodio Singolo, 1 (1.1%) con disturbo Bipolare I. La diagnosi di Disturbo Bipolare II secondo la SIMD viene formulata in base alla presenza di ipomania (n = 20, 21.9%), ipomania farmacologica (n = 10, 10.9%), temperamento ciclotimico (n = 40, 43.9%) oppure di temperamento ipertimico (n = 15; 16.5%). Il temperamento depressivo è presente in 21 soggetti (23.1%).
Il disturbo esordiva in età relativamente precoce (media = 22,8; ds = 8), ed i pazienti avevano una durata media del disturbo dellumore di 8.7 ± 7 anni. Il numero medio di episodi depressivi precedenti alla nostra osservazione era 3.7 ± 3.5. La maggior parte dei pazienti (n = 70, 80,5%) presentava una sintomatologia interepisodica residua. Letà media della prima ospedalizzazione (considerando anche quelle in regime di D.H.) era di 18.2 ± 15.9 anni, con unetà media di ricerca del primo trattamento di 25.6 ± 9.3 anni. Era possibile identificare stressors nei 6 mesi precedenti lesordio dellepisodio attuale nel 61.7% dei casi. È da sottolineare che un elevato numero di pazienti (n = 27; 29.7%) aveva commesso un tentativo di suicidio nel corso dellattuale episodio depressivo; 30 (28%) pazienti aveva commesso almeno un tentativo autolesivo nel corso della loro vita con un numero medio di T.S. di 1.0 ± 1.7. In 70 (80.5%) pazienti è presente sintomatologia residua durante gli intervalli tra gli episodi, senza remissione completa interepisodica.
Per quanto riguarda gli aspetti sintomatologici, tutti i pazienti presentano una reattività dellumore massima (ossia per esposizione a stimoli positivi) pari o superiore al 50%, con oscillazioni tra il 50% ed il 100%, per un valore medio di 67.3% (ds = 14%). È presente incremento ponderale per un valore medio di 2.64 ± 1.52, iperfagia per un valore medio di 3.22 ± 1.7, ed aumento di appetito per un valore medio di 3.34 ± 1.71. Lipersonnia e la paralisi plumbea presentano rispettivamente dei valori medi di 3.17 ± 3.0 e di 4.4 ± 1.2%.
La sensitività interpersonale, a differenza degli altri parametri sintomatologici e diagnostici, viene intesa come tratto dellindividuo presente in modo stabile, per almeno due anni, non limitato al periodo dellepisodio depressivo in atto; così intesa è presente nella quasi totalità dei casi (n = 84, 92.3%). Il criterio aggiuntivo della presenza di alternanza diurna inversa con peggioramento serotino della sintomatologia depressiva presenta un valore medio di 2.4 ± 20.
Questi dati sono confermati dalla Scala di Hamilton per i sintomi vegetativi inversi, la quale consente di rilevare punteggi elevati per "Astenia" (2.9 ± 0.88) in una scala da 0 a 4. La Scala di Hamilton per la Depressione mostra un totale medio di 19.8 ± 6.0. Per quanto riguarda la HSCL-90, i fattori che raggiungono i punteggi medi più elevati sono Ossessivo-Compulsivo (1.9 ± 1), Depressione (2.2 ± 0.9%) e la Sensitività Interpersonale (1.7 ± 1).
La comorbidità lifetime con altri disturbi mentali risulta particolarmente elevata. Il DAP è presente in 31 (34.1%) pazienti, e lAgorafobia in 46 (50.5%); 25 (27.5%) pazienti soddisfano i criteri per la Fobia Sociale. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è presente in 18 pazienti (19.8%), 7 (7.7%) presentano il Disturbo di Ansia Generalizzata. Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo è presente in 43 pazienti (48.3%); 1 soggetto presenta diagnosi di Anoressia Nervosa e 16 (17.6%) pazienti soddisfano i criteri del DSM IV per la presenza di Bulimia Nervosa al momento attuale; è verosimile che un numero maggiore di pazienti presenti il disturbo nel corso della vita.
Tra i Disturbi di Personalità indagati 42 pazienti (46.2%) presentano quello Borderline, 44 pazienti (48.4%) quello Dipendente, 56 (62.2%) lEvitante, 23 pazienti (25.6%) lIstrionico, 18 pazienti (20%) il Narcisista e 58 pazienti ( 64.4%) lOssessivo-Compulsivo.
Suddividendo lintero campione di pazienti in due sottogruppi di 42 pazienti che rispondevano ai criteri diagnostici per il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) e di 49 pazienti che non rispondevano a tali criteri (Tab. I), non emergono nel confronto differenze significative per quanto riguarda le caratteristiche socio-demografiche, letà o la distribuzione per sesso. Le caratteristiche cliniche del disturbo dellumore non differiscono nei due gruppi per quanto attiene letà di esordio, letà del primo trattamento, età della prima ospedalizzazione, la durata e, numero di precedenti episodi depressivi, la presenza di stressor antecedenti allepisodio attuale, la frequenza di tentativi autolesivi. Differenze significative sono invece presenti nella durata dellepisodio attuale di malattia, che è il doppio nei pazienti senza BPD. Altra differenza significativa è quella relativa al numero di tentativi di suicidio nel corso dellepisodio attuale, infatti il 33.3% dei pazienti con BPD giunti alla nostra osservazione aveva compiuto nelle settimane precedenti dei gesti autolesivi.
Le caratteristiche sintomatologiche (Tab. II) dellepisodio depressivo valutate con la HAM-D (anche nella sua versione "inversa") mostrano alcune differenze significative. I pazienti con BPD hanno una maggior gravità dei punteggi nel fattore "Disturbi cognitivi" e nel punteggio totale. Per quanto attiene alla HSCL-90 i pazienti con BPD mostrano punteggi più elevati per i fattori "Sensitività interpersonale", per il fattore "Ansia", "Rabbia-ostilità", per il fattore "ideazione paranoide" e per lo psicoticismo. I BPD sul piano sintomatologico non mostrano differenze significative per quanto attiene la sintomatologia vegetativa inversa, come laumento di peso, di appetito, lipersonnia e la paralisi plumbea, come dimostrato dalla HAM-D e dalla ADDS. Questa ultima mostra invece differenze significative nei due gruppi per quanto riguarda la qualità delle relazioni interpersonali e nel funzionamento socio-lavorativo, che raggiungono punteggi più elevati nei BPD.
La comorbidità lifetime con altri disturbi mentali sia di asse I che di asse II non mostra differenze significative nel confronto tra i due gruppi per i Disturbi Dansia, mentre il Disturbo da Dismorfismo Corporeo e la Bulimia Nervosa sono più comuni nei pazienti BPD (Tab. III).
Il Disturbo di Personalità Borderline si associa inoltre più frequentemente ai Disturbi di Personalità Narcisistico, Dipendente e di Evitamento. Per quanto riguarda i temperamenti affettivi, il Ciclotimico è presente nel 59.5% dei pazienti con BPD e nel 30.6% dellaltro gruppo, questa differenza risulta statisticamente significativa.
Le relazioni tra BPD, altri disturbi di personalità e temperamenti affettivi esplorate mediante regressione multipla consentono di evidenziare come la diagnosi di BPD sia predetta, nella nostra casisitica, dalla presenza nellordine di temperamento ciclotimico, disturbo di evitamento e disturbo narcisistico di personalità (F = 8.8, p = .001).
Discussione
Nella nostra casistica è presente una netta prevalenza di soggetti di sesso femminile, con una percentuale elevata di separati o divorziati, per lo più di livello sociale e culturale medio-elevato, in accordo con i dati riportati in letteratura (40). Analogamente, per quanto riguarda letà di esordio, oltre il 50% dei nostri pazienti presenta il primo episodio depressivo al di sotto dei 20 anni; la durata dellepisodio in osservazione risulta nella maggior parte dei casi prolungata e landamento cronico è frequente, soprattutto considerando la presenza di sintomatologia residua nelle fasi interepisodiche.
Il numero elevato di episodi depressivi pregressi, di breve durata, rilevato nei nostri pazienti, potrebbe essere spiegato con la presenza anche in epoca premorbosa e nelle fasi intervallari di umore reattivo e sensitività interpersonale, tratti che condizionano una notevole instabilità affettiva e rendono, comunque, difficile la netta separazione tra fasi sintomatiche e non, con difficoltà a rievocare con precisione landamento precedente del disturbo. La presenza di reattività dellumore marcata potrebbe spiegare la frequenza elevata con la quale è riconoscibile un evento stressante come fattore precipitante lepisodio depressivo attuale.
La sintomatologia depressiva rilevata con le scale sintomatologiche appare di gravità medio-lieve (40), come si deduce anche dal basso numero di ricoveri e dal ritardo tra linsorgenza del disturbo dellumore e la prima richiesta di intervento specialistico; inoltre, nonostante la presenza di un disturbo ad andamento essenzialmente cronico, solo un numero limitato di pazienti è disoccupato e la maggior parte continua a lavorare. Tuttavia, il numero di pazienti che ha messo in atto almeno un tentativo autolesivo risulta assai elevato (28%), simile a quello rilevato in altre casistiche di pazienti bipolari (25.7% nei bipolari I, 18.1% nei bipolari II) (41).
Il dato originale emerso dalla nostra casistica è rappresentato dalla frequenza notevole con la quale viene formulata diagnosi di disturbo bipolare II. Oltre l80% dei nostri pazienti presenta elementi clinici tali da suggerirne lappartenenza allo spettro bipolare quali ipomania, ipomania farmacologica, temperamento ipertimico o ciclotimico. In realtà esistono opinioni discordanti in letteratura (vedi ad esempio la posizione del DSM IV) sullappartenenza dei pazienti depressi con personalità ipertimica o ciclotimica allinterno del disturbo bipolare II, mentre esistono dati derivati da studi familiari, di decorso e risposta al trattamento (42,43,13,41) a favore dellinclusione nello spettro bipolare dei pazienti con ipomania spontanea o farmacologica.
Negli studi farmacologici condotti su pazienti con depressione atipica, la frequenza di Disturbo Bipolare II è risultata nettamente inferiore (40,44,45). Queste differenze sono solo in parte riconducibili ai diversi criteri diagnostici adottati. Infatti negli studi della Columbia University per la diagnosi di disturbo bipolare II era necessaria la presenza di ipomania in base ai Research Diagnostic Criteria (RDC) (46). Nella nostra indagine, invece, la diagnosi veniva posta non solo in presenza di ipomania spontanea o farmacologica secondo i criteri del DSM-III-R, simili a quelli degli RDC, ma anche nel caso di un episodio depressivo che si inscrivesse su un temperamento ipertimico o ciclotimico o su una ciclotimia. Comunque, anche con criteri più restrittivi (presenza di ipomania spontanea secondo i criteri del DSM IV) la diagnosi di bipolare II è presente in oltre un quarto dei nostri pazienti.
Molto comune risulta la comorbidità con altri disturbi mentali. Poiché è noto che i pazienti che si rivolgono a centri specialistici per ottenere un trattamento hanno tassi più elevati di comorbidità (47) e poiché la maggior parte degli studi sono effettuati su pazienti selezionati in ambienti specialistici, non è dato di sapere se i disturbi dellumore, dansia e della condotta alimentare, così frequentemente associati, siano un artefatto dovuto alle modalità di selezione del campione o semplicemente una parte integrante del quadro clinico della depressione atipica.
Lassociazione con la dipendenza o abuso di sostanze nel nostro campione è particolarmente elevata, soprattutto nei pazienti BPD; ciò può non risultare in altre casistiche selezionate per gli studi psicofarmacologici, nei quali i pazienti con uso di sostanze vengono abitualmente esclusi.
La frequente associazione con altri disturbi dansia complica ulteriormente il decorso clinico del disturbo; la percentuale di soggetti che nel corso della vita hanno il disturbo da attacchi di panico e lagorafobia risulta elevata ed in oltre la metà dei casi il disturbo dansia è presente al momento dellosservazione. La comorbidità tra DAP e depressione è ben documentata e lesistenza di strette relazioni tra disturbi dellumore e disturbi dansia è confermata dallosservazione di familiarità crociata (48). Lelevata sovrapposizione diagnostica con il DAP è confermata nella nostra casistica, rimane a tuttoggi aperto anche il problema delle relazioni tra i due disturbi. È difficile stabilire se si tratti di condizioni morbose distinte ad andamento parallelo ed indipendente o legate strettamente tra loro sul piano patogenetico. Nelle descrizioni originarie, le manifestazioni ansiose critiche erano considerate parte integrante della depressione atipica. Secondo Akiskal e Coll. (49), infatti, la depressione atipica così come è stata inizialmente concettualizzata dal gruppo del St. Thomas Hospital di Londra è più un disturbo dansia che un disturbo primario dellumore. Linsonnia iniziale con risvegli multipli nella prima parte della notte, in molti pazienti ansiosi, porterebbe infatti a sonnolenza diurna, astenia ed irritabilità (50), sintomi considerati caratteristici della depressione atipica. Queste forme depressive, che ricordano le vecchie descrizioni della neurastenia (51), potrebbero quindi essere considerate varianti del disturbo da attacchi di panico-agorafobia, piuttosto che disturbi primari dellumore.
Lansia di separazione è presente con grande frequenza in questi pazienti e ci fornisce una chiave interpretativa dellintensità delle reazioni depressive in occasione di eventi di perdita o di separazione, siano essi reali o temuti. A questa dimensione psicopatologica potrebbero essere ricondotte la spiccata sensibilità al rifiuto e lestrema reattività dellumore agli avvenimenti, come pure la presenza di tratti dipendenti di personalità e la stretta associazione con il DAP della depressione atipica.
La sensitività interpersonale rappresenta unaltra delle manifestazioni cardine della depressione atipica; si intende con questo termine (52) una particolare sensibilità a percepire elementi di carenza personale nei rapporti con gli altri, con sentimenti di inadeguatezza e di inferiorità. La sensitività interpersonale comprende due aspetti, entrambi sostenuti da una scarsa autostima: la sensibilità al rifiuto e la sensibilità al giudizio ed alla critica. Questultima è un elemento in comune con la fobia sociale; la differenza sostanziale con la sensibilità al rifiuto è nella risposta comportamentale, caratterizzata da ansia e condotte di evitamento piuttosto che da depressione (53). La frequenza elevata con la quale riconosciamo nel nostro campione fobia sociale (gli studi epidemiologici riportano una prevalenza "lifetime" della fobia sociale che varia dal 3% al 13% - A.P.A., 1994) appare quindi giustificata; tuttavia, la mancanza di una sovrapposizione completa tra sensitività interpersonale e fobia sociale (solamente un terzo dei pazienti con sensitività interpersonale mostra fobia sociale) testimonia la necessità di mantenere separati i due disturbi (53). In linea con queste osservazioni è il rilievo frequente di disturbo di evitamento di personalità, presente in oltre la metà dei casi; il disturbo è caratterizzato da un pattern stabile nel tempo di evitamento delle relazioni interpersonali, per lestrema sensibilità al giudizio ed alla critica. In ognuna di queste condizioni psicopatologiche, la sensibilità al rifiuto è presente nel contesto di tutte le relazioni interpersonali con familiari, amici, colleghi di lavoro. Può allora essere considerata come una dimensione temperamentale, ossia una caratteristica dellindividuo stabile nel tempo (54,45). Ciò sembrerebbe confermare lipotesi che i pazienti definiti come atipici siano in realtà caratterizzati da tratti premorbosi "nevrotici", che collocano la depressione atipica su un versante intermedio tra i disturbi affettivi, i disturbi dansia e i disturbi di personalità (55,15,56) .
Losservazione di una notevole frequenza di forme attenuate dello spettro bipolare nei nostri pazienti con depressione atipica rende ragione di come molte caratteristiche di questa condizione risultino sovrapponibili a quanto riportato in pazienti con disturbo bipolare II (57). In particolare è frequente la comorbidità con alcolismo o abuso di sostanze, in genere a scopo autoterapico, disturbi dansia, come il disturbo da attacchi di panico ed il disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi della condotta alimentare, discontrollo degli impulsi e disturbi di personalità, così come la maggiore tendenza alla cronicità degli episodi (58). Daltro lato le forme depressive atipiche definite come tipo V (15) presentano alcune caratteristiche sintomatologiche (ipersonnia, iperfagia, alternanza inversa) in comune con le depressioni bipolari e con le forme distimiche subaffettive di Akiskal e Haykal (59).
Lassociazione con i disturbi della condotta alimentare, in particolare con la bulimia nervosa, è assai frequente; anche in letteratura viene riferita una stretta relazione tra disturbi affettivi, in particolare il disturbo bipolare tipo II, e disturbi della condotta alimentare (60-62). Tale comorbidità potrebbe essere correlata ad alcune manifestazioni sintomatologiche particolarmente frequenti nella depressione atipica, quali laumento dellappetito con craving per i carboidrati e conseguente aumento di peso. Anche il disturbo da dismorfismo corporeo è presente in oltre un terzo del nostro campione ed è possibile ipotizzare che la sensitività interpersonale rappresenti un fattore predisponente in comune con i disturbi della condotta alimentare, attraverso il quale viene attribuita unimportanza primaria allimmagine corporea.
La comorbidità con altri disturbi mentali, particolarmente frequente nella depressione atipica, potrebbe rappresentare uno dei fattori che influenzano il rischio elevato di condotte suicidarie (63). Il concomitare di disturbi dansia, abuso di sostanze o disturbi della condotta alimentare potrebbe giustificare la messa in atto di tentativi autolesivi impulsivi.
Queste caratteristiche del quadro clinico della depressione atipica quali limpulsività, labuso di sostanze ed i gesti autolesivi possono essere interpretati come aspetti tipici di un disturbo borderline di personalità (o altri disturbi di personalità); in realtà in questi pazienti tali comportamenti appaiono collegati ai tentativi di alleviare la disforia e leccessiva reattività dellumore. La stessa interpretazione può essere fornita per le mutilazioni ed il dolore auto-inflitto (con tagli, ustioni) talora osservati in questi pazienti (61).
Nella nostra casistica il disturbo borderline di personalità è rappresentato in una percentuale elevata di casi, il 43%; tuttavia, non risulta il disturbo di Asse II più comune. Infatti, più rappresentati appaiono il disturbo di evitamento ed il dipendente, probabilmente per la correlazione con la sensitività interpersonale e lansia di separazione. Molto comune è infine il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.
Dal confronto tra pazienti con BPD con gli altri pazienti della nostra casistica non emergono differenze significative per quanto riguarda le caratteristiche socio-demografiche, quali letà o la distribuzione per sesso e le caratteristiche cliniche del disturbo dellumore quali letà di esordio, letà del primo trattamento, letà della prima ospedalizzazione, la durata ed il numero di precedenti episodi depressivi, la presenza di stressor antecedenti lepisodio attuale e la frequenza di tentativi autolesivi. Ciò conferma come questi pazienti presentino caratteristiche sostanzialmente sovrapponibili agli altri con depressione atipica. Se esistono alcune differenze queste riguardano una maggiore instabilità della sintomatologia, la durata dellepisodio attuale di malattia che è il doppio nei pazienti senza BPD, ed una maggior tendenza allimpulsività ed alle condotte autolesive. Anche la sintomatologia appare mediamente più grave come rilevato dal punteggio totale della HAM-D e dai fattori "Sensitività interpersonale", "Ansia", "Rabbia-Ostilità", "Ideazione Paranoide" e "Psicoticismo" della HSCL-90. La ADDS, inoltre, consente di rilevare come nei pazienti con BPD siano maggiormente disturbati la qualità delle relazioni interpersonali ed il funzionamento socio-lavorativo.
Per quanto riguarda la comorbidità con altri disturbi mentali, solamente il Disturbo da Dismorfismo Corporeo e la Bulimia Nervosa sono più comuni nei pazienti BPD. Questi ultimi, inoltre, mostrano più frequentemente disturbi di personalità Narcisistico, Dipendente e di Evitamento. Infine, per quanto riguarda i temperamenti affettivi, quello maggiormente rappresentato nei BPD risulta il ciclotimico. Questa osservazione appare in linea con quanto sostenuto da Akiskal (21), il quale afferma che lo stile di vita tumultuoso, romantico ed impulsivo tipico dei pazienti con BPD e depressione atipica è da ricondurre allinstabilità affettiva legata alla presenza di patologia temperamentale ciclotimica e disturbo bipolare II. Ciò risulta ulteriormente confermato dallanalisi delle relazioni tra BPD, altri disturbi di personalità e temperamenti affettivi. Nella nostra casistica, infatti, la diagnosi di BPD è predetta dalla presenza nellordine di temperamento ciclotimico, disturbo di evitamento e disturbo narcisistico di personalità.
Conclusioni
Per la scarsità delle osservazioni empiriche, la storia clinica ed il decorso longitudinale delle forme depressive atipiche con umore reattivo e spiccata sensitività interpersonale è ancora scarsamente definito. Il disturbo sembra inserirsi nel contesto di forme unipolari ricorrenti o, più spesso, bipolari di tipo II. In molti casi può assumere andamento protratto ed espressione attenuata, a tipo distimia, o come fase depressiva di un disturbo ciclotimico. Talora compare in pazienti con una storia di disturbi dansia ad andamento cronico. Infine può rappresentare il primo episodio in pazienti senza manifestazioni psicopatologiche precedenti di rilievo clinico.
Per quanto riguarda linquadramento nosografico di queste forme depressive esistono ancora molti dubbi. Di volta in volta possono essere considerate come:
- una variante sindromica dei disturbi primari dellumore, inquadrabili nellambito dei disturbi unipolari o bipolari di tipo II;
- un quadro depressivo secondario ad altri disturbi mentali, in particolare disturbi dansia o della condotta alimentare o di personalità (64);
- il risultato della comorbidità tra varie condizioni morbose, che determina una presentazione clinica della depressione diversa rispetto alle forme classiche (endogene o con autonomia dellumore); in particolare in queste forme sembrano coesistere a livello temperamentale aspetti dello spettro affettivo (ciclotimia, ipertimia) con elementi dello spettro fobico-ansioso (ansia di separazione, tratti evitanti, sensitività interpersonale) (65);
- una condizione eterogenea riconducibile allinsieme di tutte queste possibilità.
Dalla nostra ricerca risulta come una parte rilevante delle depressioni "atipiche" rappresentino sindromi distinte sul piano clinico e di decorso, strettamente collegate con le forme attenuate dello spettro bipolare e nelle quali la comorbidità con disturbi dansia, del controllo degli impulsi e della condotta alimentare rappresentano la regola. La depressione atipica può essere inoltre considerata un quadro sindromico paradigmatico per lo studio dei rapporti tra manifestazioni patologiche del tono dellumore e disturbi di personalità.
Lo studio di questi quadri sindromici, oltre a rappresentare quindi un settore di indagine di evidente interesse, per una comprensione più adeguata delle interconnessioni e dei rapporti reciproci tra i vari disturbi mentali, riveste una notevole importanza sul piano delle implicazioni terapeutiche. Il tentativo di associare alcune sindromi depressive (in questo caso la depressione atipica) con strategie mirate di trattamento farmacologico (IMAO o SSRI) appare interessante. Limpiego dei nuovi antidepressivi e la sempre più precisa puntualizzazione della loro modalità dazione può contribuire a modificare significativamente la suddivisione in sottotipi diagnostici della depressione, in particolare per quanto attiene ai quadri derivati da associazione o da comorbidità tra patologia dellumore e altre condizioni psicopatologiche di asse I o II.