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M.L. MANESCHI, G. BERSANI - Vol. 9, March 2003, Issue 1

Testo Immagini Bibliografia Summary Indice

Dislessia e Schizofrenia
Dyslexia and Schizophrenia

Tab. I. Alterazioni cognitive nella schizofrenia.
Cognitive alterations in schizophrenia.

* Frequenza elevata di alterazioni del linguaggio, rappresentate da balbettamento, difficoltà di accesso al proprio vocabolario semantico

* Frequente familiarità per deficit cognitivi, quali alterazioni della sfera mnesica, difficoltà di concentrazione, ecc.

* Alterazioni dell’apprendimento, talvolta evidenti già in epoca infantile

* Difficoltà nello svolgimento e nella risoluzione di problemi, sia linguistici, sia matematici (questi ultimi con minor incidenza)

* Declino cognitivo inteso quale forma leggera di disturbo formale del pensiero, corrispondente all’allentamento dei nessi associativi (Bleuler)

* La gravità delle alterazioni cognitive rispecchia la gravità della malattia

Tab. II. Deficit cognitivi della schizofrenia.
Cognitive deficit in schizophrenia.

Linguaggio

lesione della corteccia temporale

errori di performance, afasia fluente

Funzioni prassiche

lesione corteccia frontale

apatia, s. amotivazionale, perseverazione rigidità schemi cognitivi, incapacità del pensiero di astrazione

Memoria e

lesione corteccia temporale ed ippocampo

deficit di richiamo

Funzioni esecutive

lesione corteccia frontale

deficit working memory alterazioni della strutturazione degli engrammi della memoria a breve termine

Attenzione

disregolazione corteccia prefrontale

deficit di elaborazione delle informazioni elementari, difficoltà alla esecuzione di compiti specifici

Tab. III. Modalità di presentazione della dislessia.
Patterns of presentation of dyslexia
.

Difficoltà ad imparare a leggere ed a scrivere

Progressi nella lettura e nella scrittura costantemente al di sotto della media della classe

Discordanza fra i progressi in lettura-scrittura ed i progressi in altre materie

Discordanza fra i risultati in lettura-scrittura ed intelligenza generale

Tab. IV. Signs of Dyslexia dagli autori del libro "Dyslexia my life".
Signs of dyslexia by the authors of the book "Dyslexia my Life.

Segni a maggior incidenza

Segni a minor incidenza

Confusione ds/sn

Forte disordine nella sua stanza, sulla scrivania e nel luogo di lavoro

Lentezza nella lettura e nell’apprendimento

Confusione nel richiamo mnesico dei nomi

dell’alfabeto

delle persone e dei luoghi

Difficoltà nella comprensione delle parole lette

Amplificazioni delle sue percezioni

Difficoltà alla memorizzazione se sottoposto a stress

Difficoltà alla comprensione dei dialoghi

Esitante nel linguaggio(balbuzie)

Difficoltà a riportare sulla carta il pensiero astratto

Buon livello intellettivo

Coniazione di nuovi termini, attribuendogli significato

Grafia di difficile comprensione (micrografia)

Utilizzo di similitudini e di figure (3D) per l’espressione del concetto

Fig. 1. Alterazioni dell’accesso al processo analitico e alterazioni derivanti.
Changes of the access to the analytic process and secondary alterations.

Fig. 2. Modello per la lettura mediata fonicamente, o "lettura con l’orecchio". Da A.W. Ellis "Lettura, scrittura e dislessia".
Model for phonetically mediated reading or "ear reading". From A.W. Ellis, "Reading, Writing, and Dyslexia".

Tab. V. Dislessia acquisita: forme e criteri di identificazione.
Acquired dyslexia: forms and identification criteria.

Dislessia attenzionale (alias dislessia letterale). Di origine visiva con diverse modalità di presentazione dell’errore, per un interessamento patologico di parti della via visiva di accesso al significato delle parole differenti per ogni soggetto. Allport (1977) fu il primo a parlare di "errori di segmentazione visiva della parola", suffragato dagli studi condotti da Shallice e Warrington (1977). Newcombe e Marshall (1982) ipotizzarono che la causa di queste paralessie, o errori di lettura, potesse essere riconducibile alla mancanza di inibizione o tra livello-lettera e livello-parola o all’interno dello stesso livello-parola, con conseguente "accesso visivo approssimativo". Il soggetto commette numerosi errori di segmentazione visiva quando gli sono presentati gruppi di parole, e difficoltà nel nominare le lettere quando sono presentate in stringhe, ma non in forma isolata.

Dislessia per la forma delle parole (lettura lettera per lettera). Il paziente nomina da alta voce o tra sé e sé ogni lettera prima di riuscire ad identificarla, aumenta, in tal modo il tempo di lettura in funzione della lunghezza della parola. Secondo Warrington e Shallice (1980), la lettura avviene mediante il sistema di spelling del paziente, rimasto intatto.

Dislessia visiva. Da ricondursi alla dislessia di tipo attenzionale con ulteriori errori di riconoscimento di origine visiva delle parole, anche se talvolta riesce a nominare tutte le lettere che la compongono. Probabilmente è dovuta ad uno "slittamento" entro il sistema di riconoscimento visivo delle parole. Marshall e Newcombe (1973/1982)

Dislessia fonologica. Si manifesta nella lettura di non-parole, i pazienti affetti sono in grado di leggere senza difficoltà la maggior parte di parole familiari e reali, ma risultano scadenti nella lettura ad alta voce di parole non familiari, declinabili e di non-parole, anche se di semplice esecuzione. I sintomi lasciano pensare ad un danno del sistema di conversione grafema-fonema e/o nel sistema di assemblaggio fonemico, rifacendosi, in tal modo, alla teoria della mediazione fonica.

Dislessia diretta (o lettura non semantica). Utile per la comprensione di tale forma riferire l’esperienza di Schwartz, Marin e Saffran (1979/1980), i quali descrissero il caso di una paziente affetta da "demenza presenile" con una generalizzata perdita della memoria. La paziente non riusciva a mettere in relazione i nomi scritti di animali con le corrispondenti illustrazioni. Nonostante questo riuscì a leggere a voce alta malgrado l’evidente mancanza di comprensione di molte tra le parole proposte, e l’incapacità di usarle nei suoi discorsi, molto limitati. Tale fenomeno è probabilmente reso possibile dal fatto che i collegamenti fra unità di riconoscimento visivo ed unità fonetiche di produzione della parola sono intatti nonostante la disintegrazione del sistema semantico.

Dislessia superficiale (o dislessia semantica). I principali sintomi che l’accompagnano sono: problemi con le parole irregolari, problemi con le parole omofone, errori di "regolarizzazione". Gli errori commessi sono dei tentativi mal riusciti di assemblaggio di pronunce, soggetti ad errori di tipo fonico. La lesione funzionale è rappresentata dalla disconnessione fra il sistema di riconoscimento visivo della parola ed il sistema semantico, congiuntamente alla mancanza di alcune unità di riconoscimento visivo della parola o delle connessioni tra queste unità e le corrispondenti unità fonetiche di produzione della parola.

Dislessia profonda (o fonemica). Si manifesta con differenti tipi di errori di lettura, tra i quali ritroviamo quelli di tipo semantico, di tipo visivo, un tipo di errore che risulta dalla combinazione fra le due tipologie, errori morfologici, le sostituzioni di parole funzione (preposizioni e pronomi), ed in ultimo gli errori di lettura delle parole astratte, accompagnati da una totale incapacità a leggere le non-parole. Coltheart (1980/1983) sostenne che ad essere danneggiati sono i processi di lettura dell’emisfero sinistro, e che le capacità d’identificazione delle parole che gli restano sono localizzate nell’emisfero destro, inattivate o supplementari nell’adulto che non abbia subito traumi.

Tab. VI. Dislessia congenita o evolutiva.
Congenital or developmental dyslexia.

Dislessici fonologici evolutivi

conosciuti anche con il termine di disfonetici, possono imparare a riconoscere le parole "a vista", ma hanno difficoltà nella decodificazione e nella mediazione fonica.

I dislessici evolutivi superficiali

noti anche come diseidetici o dislessici che leggono mediante ricodificazione, presentano dei problemi nell’individuare visivamente le parole e si affidano quasi esclusivamente alla mediazione ed alla ricodificazione fonica.

I dislessici misti

diseiditico-disfonetici incontrano serie difficoltà con entrambe le strategie di riconoscimento delle parole.

Disgrafici evolutivi

in quanto la loro ortografia si dimostra altrettanto scarsa, se non peggiore, della lettura; sembrano dipendere molto dal raggruppamento fonico.

Fig. 3. Ripercussioni della dislessia sulla vita scolastica e sulla personalità.
Influence of dyslexia on school performance and personalità. From Bucchielli-Bourcier: "Dyslexia"
.

Fig. 4. Modelli d’influenza delle alterazioni genetiche e cerebrali sulla capacità cognitiva e sociale.
Models of the influence of genetic and brain changes on cognitive and social abilities.

Fig. 5. Modello d’influenza di alterazioni predisponenti alla Dislessia ed alla Schizofrenia nello sviluppo di tali patologie, alterazioni dell’apprendimento ed esiti psicosociali.
Model of the influence of changes predisposing to dyslexia and schizophrenia in the development of such disorders, learning alterations and psychosocial outcome

.