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G. Maina, F. Forner, U. Albert, G. Rosso, E. Aguglia, F. Bogetto - Vol. 8, September 2002, Issue 3

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Articolo originale/Original article

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità (DOCP):
prevalenza nei pazienti con disturbi d’ansia e nei soggetti sani
Obsessive-Compulsive Personality Disorder (OCPD):
prevalence in patients with anxiety disorders and in healthy subjects

G. Maina, F. Forner, U. Albert, G. Rosso, E. Aguglia*, F. Bogetto

Servizio per i disturbi depressivi e d’ansia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino
* Clinica Psichiatrica, Università di Trieste

Key words: Obsessive-Compulsive Disorder • Obsessive-Compulsive Personality Disorder • Panic Disorder

Correspondence: Prof. Giuseppe Maina, via Cherasco 11, 10126 Torino, Italy
Tel. +39 11 6335425 - Fax +39 11 673473 E-mail: giuseppemaina@hotmail.com

Introduzione

La definizione di disturbo ossessivo compulsivo di personalità (DOCP) ha subito cambiamenti notevoli dalla classificazione secondo i criteri del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, III edizione (DSM-III) a quella attuale, definita dai criteri del DSM-IV. Nell’attuale edizione del manuale il DOCP è contraddistinto da otto criteri, di cui soltanto tre appartengono alla vecchia edizione (perfezionismo, eccessiva dedizione al lavoro, testardaggine); sono stati eliminati il criterio che si riferisce all’indecisione e quello della coartata espressione affettiva e ne sono stati introdotti quattro nuovi (avarizia, eccessiva coscienziosità, incapacità a gettare oggetti inutili e il bisogno di fare le cose in maniera perfetta). Inoltre, nel corso degli anni, la percentuale di criteri necessari per porre diagnosi di DOCP è stata progressivamente ridotta: nel DSM-III erano necessari 4 criteri su 5 (80%), mentre nella presente edizione ne sono necessari solo 4 su 8 (50%), rendendo più facile per un paziente essere diagnosticato con questo disturbo.

Le ricerche più recenti che hanno avuto come scopo la valutazione della prevalenza dei disturbi di personalità nella popolazione generale sono basate sull’approccio categoriale del DSM-III-R, i cui criteri per la diagnosi di DOCP si avvicinano maggiormente a quelli del DSM-IV. Nessuna ricerca epidemiologica è stata finora condotta con i criteri del DSM-IV.

La frequenza del DOCP riportata dal DSM-IV si basa sui risultati dell’Epidemiological Catchment Area (ECA) Survey, uno studio epidemiologico di ampia portata in cui sono stati utilizzati i criteri del DSM-III che ha riscontrato una prevalenza dell’1,7%, con una distribuzione maggiore nel sesso maschile e nei soggetti con un alto livello di scolarità (1).

Prendiamo in considerazione adesso gli studi sulla prevalenza dei disturbi di asse II basati sulle ultime due classificazioni del DSM. Utilizzando i criteri diagnostici del DSM-III-R sono state riportate (2)- (8) frequenze di DOCP nella popolazione generale che variano dallo 0,7% a 4,5% (Tab. I). Sinha e Watson (9), in una ricerca sui disturbi di personalità in un campione di studenti universitari, hanno riportato una prevalenza del DOCP variabile dallo 0% al 6% nei maschi (a seconda del diverso strumento utilizzato, MCMI-II, MMPI-PD o CATI) e dello 0,5% circa nelle femmine, senza differenze a seconda dello strumento impiegato.

Per quanto riguarda le ricerche basate sulla classificazione del DSM-IV, esistono degli studi in cui vengono presi in esame gruppi particolari di soggetti affetti da patologie internistiche, come nella ricerca di Moran et al. (10) in cui è stata valutata la personalità di un campione di soggetti afferenti ad un servizio di medicina di base (in attesa di intervento chirurgico); in questo campione è stata riportata una prevalenza del DOCP del 6,3%.

Un cenno a parte merita lo studio di Maggini et al. (11) in cui è stato valutato un campione di 2.889 studenti delle scuole superiori di età compresa tra i 16 e i 18 anni ed è stata riscontrata una frequenza di DOCP (con i criteri del DSM-III-R) del 30%. Trattandosi di una percentuale molto elevata, quale si riscontra solitamente nei campioni di pazienti con disturbi psichiatrici, si può ipotizzare che i DOCP osservati siano in realtà delle sindromi ossessivo-compulsive subcliniche o sottosoglia, peraltro molto comuni negli adolescenti soprattutto di sesso maschile (12) (13); questa sintomatologia potrebbe costituire una condizione premorbosa che incrementa il successivo rischio di sviluppare un disturbo ossessivo-compulsivo, oppure, come accade nella maggior parte dei casi, rappresentare un fenomeno normale dell’età adolescenziale destinato a esaurirsi con la crescita.

Dagli studi presi in considerazione finora la prevalenza del DOCP nella popolazione generale risulterebbe compresa tra lo 0,7% e il 4,5%.

La relazione tra Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) e DOCP riveste grande interesse, ma non è stata ancora definita con chiarezza. Sono state proposte da tempo interpretazioni differenti, e sono state considerate soprattutto due ipotesi diverse; secondo la prima (14)- (16) tra DOCP e DOC esisterebbe una relazione di continuità, tale per cui la presenza dell’uno (DOCP) costituirebbe un possibile fattore predittivo dell’esordio dell’altro (DOC); postulato della seconda ipotesi è invece la sostanziale indipendenza tra i due disturbi (17) (18).

Una delle possibili strategie di ricerca per approfondire la natura del rapporto DOC-DOCP è valutare la frequenza della loro comorbidità, confrontando questo dato con la prevalenza del DOCP in un altro disturbo di asse I che abbia delle caratteristiche affini, ad esempio un disturbo d’ansia ben caratterizzato sul piano sintomatologico quale il Disturbo di Panico (DP).

I dati esistenti in letteratura riguardano soprattutto ricerche sulla prevalenza di tutti i disturbi di asse II in uno o più disturbi psichiatrici e sono spesso basati su campioni piuttosto ridotti di pazienti. Riportiamo le ricerche più recenti che hanno avuto come oggetto il disturbo ossessivo compulsivo e il disturbo di panico.

Per quanto riguarda la comorbidità tra DOC e DOCP i dati a disposizione sono molto variabili. Con i criteri diagnostici del DSM-III-R le frequenze di DOCP riportate variano dal 13,3% al 36% (19)- (26); gli studi condotti con i criteri attuali sono pochi (27) (28), ma la prevalenza non sembra variare, essendo pari al 12,2% in uno studio e al 32,4% in un altro (Tab. II).

Sulle ragioni di una forbice così ampia di variabilità nei dati riportati (più del 20%) si può ipotizzare che abbia inciso la diversità degli strumenti di valutazione utilizzati (SIDP-R, SCID-II, PDE, MCMI-II) o la diversità dei campioni investigati (pazienti afferenti o meno a centri specialistici, con o senza comorbidità per altri disturbi di asse I, ecc.).

Anche nel disturbo di panico le frequenze di DOCP riportate dagli autori differiscono molto. Con i criteri diagnostici del DSM-III-R le percentuali variano dal 4,8% al 18,4% (24) (29)- (34), mentre al momento esiste solo una ricerca (35) basata sulla classificazione del DSM-IV che ha evidenziato una prevalenza di DOCP del 13,9% nei soggetti di sesso maschile e del 17% nei soggetti di sesso femminile (Tab. III).

L’unico studio (24) recente che ha indagato specificamente la prevalenza del DOCP utilizzando la stessa metodologia in due campioni con disturbo ossessivo compulsivo e disturbo di panico si basa sui criteri del DSM-III-R e riporta una significativa differenza tra le due prevalenze (30,7% nel campione di DOC e 11,4% nel campione di DP).

Pochi studi hanno approfondito le differenze nella distribuzione dei disturbi di personalità nei disturbi psichiatrici e nella popolazione generale in relazione al genere. Secondo il DSM-IV il DOCP prevarrebbe nei soggetti di sesso maschile, così come i disturbi di personalità schizoide, schizotipico, antisociale e narcisistico; i disturbi di personalità borderline e dipendente sarebbero invece diagnosticati più frequentemente nei soggetti di sesso femminile. I dati presenti in letteratura sono controversi. Per quanto riguarda la popolazione generale, lo studio di Jackson et al. (7), effettuato con i criteri diagnostici dell’ICD-10, riporta una prevalenza significativamente più elevata dei disturbi impulsivo e anancastico nei maschi e dei disturbi ansioso e dipendente nelle femmine. Nello studio di Sinha e Watson (9), invece, condotto con strumenti di valutazione basati sul DSM-III-R, non viene riportata una significativa differenza di prevalenza del DOCP a seconda del genere, mentre secondo la ricerca di Torgensen et al. (8), basata sugli stessi criteri, nei maschi sarebbero significativamente più diagnosticati i disturbi di personalità ossessivo-compulsivo, antisociale e passivo-aggressivo. Al momento attuale non sono note ricerche sulla popolazione generale basate sulla classificazione del DSM-IV che indaghino le differenze di genere nella distribuzione dei disturbi di personalità.

Alcuni autori hanno voluto verificare se le stesse differenze di distribuzione dei disturbi di personalità riscontrate nella popolazione generale si mantengono in campioni clinici di soggetti con diagnosi di asse I. Uno studio (36) condotto nel disturbo depressivo maggiore con i criteri del DSM-III-R riporta una frequenza significativamente maggiore del DOCP nei soggetti di sesso maschile, così come del disturbo narcisistico ed antisociale, mentre secondo un altro studio (37), condotto con gli stessi criteri diagnostici ma su un campione di adolescenti depressi, il disturbo borderline prevarrebbe in modo significativo nel sesso femminile mentre non vi sarebbero differenze per quanto riguarda il DOCP; infine, Carter et al. (38), sempre in pazienti con depressione maggiore, riportano una frequenza significativamente maggiore nei maschi dei disturbi di personalità (DSM-III-R) ossessivo-compulsivo, schizotipico, paranoide, narcisistico, borderline ed antisociale. Mentre quindi da un lato sembra confermato che le stesse differenze nella distribuzione dei disturbi di personalità in accordo al genere riscontrate nella popolazione generale si mantengono in campioni con diagnosi di depressione maggiore, si conferma altresì la necessità di ulteriori studi viste le discrepanze nei risultati.

Pochi studi sono stati condotti nei disturbi d’ansia: nel disturbo ossessivo-compulsivo Matsunaga et al. (39) riportano una frequenza significativamente maggiore del disturbo schizotipico nei maschi e del disturbo dipendente nelle femmine, e nessuna differenza per il DOCP. Nel disturbo di panico, il già citato studio di Barzega et al. (35), condotto con i criteri DSM-IV, riporta una frequenza significativamente maggiore dei disturbi schizoide e borderline nei maschi, e dei disturbi istrionico e dipendente nelle femmine. Nuovamente, nessuna differenza viene rilevata per quanto riguarda la prevalenza del DOCP nei due sessi.

Dai dati appena riportati si potrebbe ipotizzare che il genere abbia un’influenza sulla distribuzione dei disturbi di personalità, e che la differenza riscontrata nelle frequenze dei vari disturbi all’interno della popolazione generale si mantenga a prescindere dalla diagnosi di asse I. Per il DOCP, i dati sono contrastanti sia per quanto concerne i risultati degli studi condotti sulla popolazione generale sia per i risultati degli studi condotti su campioni clinici.

La ricerca sull’epidemiologia del DOCP è quindi tuttora incompleta; in particolare poche ricerche sono state condotte utilizzando i criteri diagnostici del DSM-IV su ampi campioni di soggetti appartenenti alla popolazione generale, oppure mettendo a diretto confronto campioni di pazienti con differenti diagnosi psichiatriche. La relazione del DOCP con il disturbo ossessivo compulsivo non è stata ancora ben definita e i dati sulla comorbidità tra i due disturbi rappresentano una delle possibili strategie ai fini di una maggior comprensione del loro rapporto. In particolare, può essere utile il confronto tra la prevalenza del DOCP nel DOC e la prevalenza del DOCP in un altro disturbo d’ansia come il DP.

Alla luce di quanto riportato, questo studio ha lo scopo di valutare la prevalenza del DOCP utilizzando la classificazione del DSM-IV in un campione di pazienti con diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo e di confrontarla con la prevalenza in un altro disturbo d’ansia quale il disturbo di panico; in secondo luogo la presente ricerca valuterà la frequenza del DOCP in un campione di soggetti appartenenti alla popolazione generale. Parallelamente sarà investigata la diversa distribuzione del DOCP in base al genere di appartenenza sia nel campione di popolazione generale sia nei campioni di pazienti con DOC e DP.

Materiali e metodi

Soggetti

Tra i pazienti consecutivamente afferiti all’ambulatorio del Servizio per i disturbi depressivi e d’ansia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino sono stati ammessi a questo studio soggetti di età compresa tra 18 e 65 anni con diagnosi primaria di disturbo ossessivo-compulsivo (N = 94) e con diagnosi primaria di disturbo di panico (N = 70) in accordo con i criteri previsti dal DSM-IV-TR. Per quanto riguarda il gruppo con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo, sono stati inclusi i pazienti che hanno riportato un punteggio > 16 alla Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Y-BOCS); nel gruppo con diagnosi di disturbo di panico sono stati inclusi i pazienti che hanno avuto punteggi > 35 alla Sheean Clinician Rating Anxiety Scale (SCRAS). Criteri di esclusione per entrambi i gruppi sono stati una codiagnosi attuale per altri disturbi di asse I e un punteggio totale alla Hamilton Depression Rating Scale (HAM-D) > 16; inoltre sono stati esclusi i pazienti con una comorbidità lifetime per disturbi psicotici e per disturbi mentali organici. Tutti i pazienti hanno dato il loro consenso informato dopo aver ricevuto informazioni dettagliate sulle procedure della ricerca.

Per valutare la prevalenza del DOCP nella popolazione generale è stato selezionato un campione di 216 soggetti sani (108 maschi + 108 femmine) iscritti negli elenchi di 2 medici di base. I criteri di inclusione per il gruppo dei soggetti sani sono stati un’età compresa tra 18 e 65 anni e l’anamnesi negativa per disturbi psichiatrici. Il reclutamento dei soggetti sani si è svolto in due fasi: a) i soggetti appartenenti alla fascia d’età stabilita venivano contattati con una telefonata in cui si richiedeva la disponibilità a partecipare ad uno studio; in caso di risposta affermativa si procedeva a fissare un appuntamento con uno psichiatra; b) lo psichiatra attraverso un’intervista semistrutturata (Structured Clinical Interview for DSM-IV) valutava l’eventuale presenza di disturbi psichiatrici di asse I: i soggetti che ricevevano una diagnosi di asse I venivano esclusi dallo studio.

Interviste

Tutti i soggetti ammessi a questo studio, sia i due gruppi con disturbo psichiatrico che il gruppo di controllo sono stati esaminati mediante un’intervista semistrutturata volta alla rilevazione dei dati demografici quali sesso, età, scolarità e stato civile. Le diagnosi di disturbo psichiatrico sono state confermate o escluse con la Structured Clinical Interview for DSM-IV (SCID-I). I pazienti con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo sono stati sottoposti alla Y-BOCS e i pazienti con diagnosi di disturbo di panico alla SCRAS. Ad entrambi i gruppi sono state inoltre somministrate la Hamilton Anxiety Rating Scale (HAM-A) e la Hamilton Depression Rating Scale (HAM-D).

Per la valutazione della personalità è stata utilizzata la Structured Clinical Interview for Axis II Disorders (SCID-II). La SCID-II è un’intervista semistrutturata composta da un questionario di autovalutazione di 112 domande a risposta chiusa (vero/falso) cui segue un approfondimento degli item cui il soggetto ha risposto affermativamente.

Intervistatori

La Structured Clinical Interview for DSM-IV (SCID-I) per la conferma della diagnosi di asse I è stata somministrata da psichiatri con esperienza clinica post-laurea di almeno 4 anni.

La Structured Clinical Interview for Axis II Disorders (SCID-II) e le altre scale di valutazione sono state somministrate da psichiatri o psicologi dopo aver seguito un addestramento specifico adeguato.

Analisi statistiche

Il confronto statistico tra le prevalenze del DOCP nei tre campioni selezionati (DOC versus soggetti sani, DP vs. soggetti sani e DOC vs. DP) è stato effettuato utilizzando il test del Chi-Quadro.

I tre campioni sono stati quindi suddivisi in base al genere di appartenenza ed è stato effettuato, per ogni genere, il confronto statistico tra le prevalenze del DOCP nel DOC, nel DP e nel gruppo di controllo utilizzando il test del Chi-Quadro.

È stato inoltre effettuato, ancora mediante il test del Chi-Quadro, il confronto tra la prevalenza del DOCP nei soggetti di sesso maschile e femminile all’interno di ogni gruppo.

Risultati

Descrizione del campione

Il campione ammesso in questo studio è risultato così composto: 94 soggetti con diagnosi (DSM-IV-TR) di disturbo ossessivo-compulsivo (50% di sesso maschile e 50% di sesso femminile), e 70 soggetti con diagnosi (DSM-IV-TR) di disturbo di panico (38,6% di sesso maschile e 61,4% di sesso femminile). Le caratteristiche demografiche e cliniche relative ai soggetti con DOC e DP sono riportati nella Tabella IV.

Dal campione iniziale di 216 soggetti appartenenti alla popolazione generale, 20 sono stati esclusi poiché sono risultati positivi per patologie psichiatriche attuali o pregresse; il campione finale è risultato quindi composto da 196 soggetti di cui 96 (49%) di sesso maschile (età media 34,21 ± 11,32, scolarità media 15,00 ± 3,68) e 100 (51%) di sesso femminile (età media 36,82 ± 15,11, scolarità media 14,10 ± 3,96).

Prevalenza del DOCP

Dalla valutazione della personalità effettuata attraverso l’intervista semistrutturata SCID-II, 17 pazienti (18,1%) con disturbo ossessivo-compulsivo e 11 pazienti (15,7%) con disturbo di panico hanno soddisfatto i criteri per la diagnosi di DOCP; la differenza tra le frequenze riportate non è significativa.

Nel campione di controllo costituito da soggetti senza storia attuale o pregressa di diagnosi psichiatriche, 6 soggetti (3,1%) hanno riportato una diagnosi di DOCP; questa prevalenza è risultata significativamente inferiore rispetto alla prevalenza del DOCP nel gruppo di pazienti con DOC e con DP (Tab. V).

Suddividendo i tre campioni in base al genere di appartenenza, tra i soggetti di sesso maschile 7 pazienti con DOC (14,9%) e 5 pazienti con DP (18,5%) hanno riportato una diagnosi di DOCP, mentre nel campione di controllo il DOCP è stato riportato in 4 soggetti (4,2%); questa prevalenza differisce significativamente dalle frequenze del DOCP nel gruppo di pazienti con DOC e con DP (Tab. V).

Per quanto riguarda i soggetti di sesso femminile, 10 pazienti con DOC (21,3%) e 6 pazienti con DP (14,0%) hanno riportato una diagnosi di DOCP, mentre nel campione di popolazione generale il DOCP è stato diagnosticato in 2 soggetti (2,0%); questa prevalenza differisce significativamente dalle frequenze del DOCP nel gruppo di pazienti con DOC e con DP (Tab. V).

Per quanto riguarda il confronto della prevalenza del DOCP tra soggetti di sesso maschile e femminile all’interno di ciascun gruppo, in nessun caso sono state rilevate delle differenze statisticamente significative (Tab. V).

Discussione

Scopo principale del presente studio è stato valutare la prevalenza del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) in un campione di pazienti con diagnosi (DSM-IV) di disturbo ossessivo compulsivo e in un gruppo di soggetti con diagnosi di disturbo di panico. Abbiamo inoltre preso in esame un campione di soggetti appartenenti alla popolazione generale per valutare la prevalenza del DOCP con i criteri diagnostici dell’attuale classificazione del DSM-IV, mettendo a confronto questo risultato con le prevalenze riscontrate nei due campioni psichiatrici. Parallelamente è stata indagata in tutti e 3 i campioni la diversa distribuzione del DOCP in base al genere di appartenenza.

La prevalenza del DOCP, utilizzando i criteri diagnostici del DSM-IV, nel campione di pazienti con DOC è risultata del 18,1%. I risultati emersi dal nostro studio sono in accordo con gli studi presenti in letteratura che riportavano percentuali comprese tra 13,3% e 36% utilizzando la classificazione del DSM-III-R (19)- (26), e del 12,2% e 32,4% con l’attuale classificazione (27) (28). Per quanto riguarda le differenze di genere nella prevalenza del DOCP nel DOC, l’unico studio esistente era quello di Matsunaga et al. (39), che non aveva riscontrato differenze significative tra i due sessi. I dati della nostra ricerca, perfettamente in linea con i risultati di Matsunaga, confermano che non esistono differenze significative nella prevalenza di DOCP nel DOC in accordo al genere.

La prevalenza del DOCP nel nostro campione di pazienti con diagnosi di DP è risultata pari al 15,7%. Anche per quanto riguarda la prevalenza del DOCP nel disturbo di panico, quindi, i nostri dati si dimostrano in perfetto accordo con quanto precedentemente pubblicato sull’argomento; infatti la prevalenza riportata da studi precedenti con i criteri del DSM-III-R (24) (29)- (34) era compresa tra 4,8% e 18,4% e quella riportata con i criteri del DSM-IV (35) dal nostro gruppo su un campione indipendente di pazienti con DP del 13,9% nei maschi e del 17% nelle femmine, senza differenze statisticamente significative. I risultati del presente studio confermano che non esistono differenze di genere nella prevalenza di DOCP nel disturbo di panico.

Prendendo in considerazione il gruppo di soggetti senza diagnosi attuali o pregresse di disturbi psichiatrici reclutato nella popolazione generale, le ricerche effettuate in precedenza su campioni epidemiologici di popolazione generale (2)-(6) (8) riportavano frequenze di DOCP comprese tra 0,7% e 4,5% con la classificazione del DSM-III-R e del 3,09% con i criteri dell’ICD-10 (7). Con i criteri del DSM-IV la prevalenza del DOCP nel nostro gruppo di controllo è risultata del 3,1%. I risultati emersi dalla presente ricerca sono quindi in linea con i dati di letteratura; è da rilevare inoltre che il nostro è il primo studio sulla prevalenza del DOCP nella popolazione generale basato sull’attuale classificazione del DSM-IV, anche se il campione intervistato con la SCID è risultato esiguo. Altro limite metodologico è costituito dal disegno dello studio, che non essendo uno studio primariamente epidemiologico non ha intervistato soggetti rappresentativi della popolazione generale italiana, ma si è limitato alla valutazione di un ristretto gruppo di soggetti iscritti negli elenchi di 2 medici di medicina generale dell’area di Torino.

Per quanto riguarda le differenze di genere, i risultati degli studi finora condotti non riportano per il DOCP risultati univoci: due studi (7) (8) condotti sulla popolazione generale riportano una prevalenza significativamente maggiore del DOCP nel sesso maschile, mentre un terzo studio non segnala alcuna differenza per quanto concerne la prevalenza del DOCP a seconda del sesso (9). Nel nostro campione, il 2,0% di soggetti di sesso femminile e il 4,2% di quelli di sesso maschile soddisfaceva i criteri per una diagnosi di DOCP; i dati sulla prevalenza emersi dalla nostra ricerca non differiscono in misura statisticamente significativa e sono in accordo con quanto riportato da Sinha e Watson. Una spiegazione possibile per la discordanza tra i nostri risultati e quelli degli altri due studi condotti sulla popolazione generale, che tra l’altro riportano dati di prevalenza molto simili ai nostri, potrebbe attribuirsi all’esiguità del campione preso in esame, che comprendeva 196 soggetti, contro i 10.641 soggetti della ricerca di Jackson et al. (7) e i 2.053 soggetti di Torgensen et al. (8).

Le prevalenze del DOCP nel disturbo ossessivo-compulsivo (18,1%) e nel disturbo di panico (15,7%) differiscono entrambe significativamente dalla prevalenza del DOCP riscontrata nel campione di popolazione generale (3,1%), e questo vale sia per i campioni totali, che per i campioni suddivisi in accordo al genere.

Non sono emerse invece delle differenze significative tra la prevalenza del DOCP nel disturbo ossessivo-compulsivo e nel disturbo di panico, sia per quanto riguarda il campione totale che suddiviso in base al genere. Questo dato è molto importante perché contribuisce all’approfondimento della natura del rapporto DOC-DOCP, su cui sono state avanzate soprattutto due ipotesi. Secondo la prima (14)- (16), supportata da vari autori, il disturbo ossessivo compulsivo esordirebbe solo nell’ambito di una personalità ossessiva o di un DOCP; in accordo con il modello psicodinamico secondo cui la dinamica sottostante le due manifestazioni fenomenologiche sarebbe la medesima, il DOCP e il DOC costituirebbero le due polarità di un continuum tra un problema caratteriale e una nevrosi in cui si manifestano i sintomi.

La seconda teoria (17) (18), sostenuta da autori contemporanei, afferma la sostanziale differenza fenomenologica tra DOCP e DOC, in quanto nel primo caso sono presenti tratti caratteriali ego-sintonici, mentre nell’altro caso si tratta di sintomi ossessivi e compulsivi ego-distonici. I due disturbi possono presentarsi in comorbidità, ma sono entità psicopatologiche distinte.

Una delle possibili strategie di ricerca per validare queste ipotesi era quindi di valutare la frequenza della comorbidità tra DOC e DOCP, confrontando questo dato con la prevalenza del DOCP in un altro disturbo di asse I che appartenga al medesimo gruppo nosografico ma che sia ben caratterizzato sintomatologicamente rispetto al DOC, come il disturbo di panico. Secondo l’ipotesi del continuum DOCP-DOC ci saremmo aspettati una frequenza significativamente maggiore del DOCP nel DOC rispetto alla frequenza nel DP; al contrario, secondo l’ipotesi delle due entità psicopatologiche nosograficamente distinte, sarebbe stata più probabile una distribuzione equivalente nei due disturbi.

I risultati della nostra ricerca di una equivalente distribuzione del DOCP nei due campioni di DOC e DP supportano questa seconda interpretazione del rapporto DOC-DOCP. L’unico altro studio che ha valutato con la stessa metodologia la prevalenza del DOCP in due gruppi distinti di pazienti con DOC e DP è stato quello di Diaferia et al. (24), che hanno riscontrato una associazione tra DOCP e disturbo ossessivo-compulsivo (30,7%). Il dato di prevalenza del DOCP nel DOC rilevato da tali autori si colloca all’estremo superiore del range dei risultati degli studi finora condotti (13,3-36%) mentre la prevalenza del DOCP riscontrata nel campione di soggetti con DP (11,4%) appare perfettamente in linea con gli studi di letteratura (range 4,8-18,4%); è possibile che questa sia una delle ragioni della discrepanza dei risultati di Diaferia et al. rispetto al nostro studio. Inoltre, nello studio di Diaferia non sono state rilevate differenze di alcun genere tra soggetti con DOC e DOCP e pazienti DOC senza tale codiagnosi, il che, a detta degli stessi autori, sembra contraddire l’ipotesi del continuum. Gli stessi autori inoltre sottolineano la possibilità che la forte prevalenza del DOCP da loro riscontrata nel DOC possa dipendere dall’incapacità dello strumento di valutazione utilizzato (SIDP-R) di discriminare tra tratti del disturbo di asse II e sintomi di asse I e concludono che le due entità, così come identificate con i criteri del DSM-III-R, condividono probabilmente alcuni aspetti fenomenologici ma non appartengono allo stesso spettro genetico di disturbi, costituito dal DOC e dai disturbi da tic.

Per definire con maggior sicurezza la relazione tra DOCP e DOC sono necessarie senza dubbio ulteriori ricerche, condotte su campioni molto più ampi e con strumenti di valutazione più accurati di quelli utilizzati finora. Occorrerebbero inoltre studi prospettici in cui campioni di soggetti con diagnosi di DOCP vengono seguiti nel tempo per valutare se l’incidenza del DOC in tale gruppo di soggetti è maggiore che nella popolazione generale. Tali studi, tuttavia, richiedono una metodologia e una organizzazione estremamente sofisticate e al momento attuale appaiono non realizzabili. Tenuto conto dei limiti metodologici del presente studio, però, il nostro risultato di una distribuzione del DOCP equivalente nel DOC e nel DP depone per la indipendenza nosografica del DOCP rispetto al DOC.