A. Serretti, A. Lucca, C. Cusin, E. Smeraldi - Vol. 7, Marzo
2001, num.1
Testo
Immagini Bibliografia
Summary Riassunto Indice
Associazione di reboxetina nella depressione resistente
a SSRI
Effect of reboxetine augmentation in SSRI resistant patients
Premessa e obiettivo
La combinazione di farmaci è una pratica comune in psichiatria ed
è particolarmente utilizzata nel trattamento della depressione resistente;
in letteratura sono stati associati Inibitori della ricaptazione della serotonina
(SSRI) ed antidepressivi triciclici (TCA), secondo l’ipotesi di un’interazione
dei sistemi noradrenergico e serotoninergico a livello presinaptico.
Nel presente studio abbiamo valutato l’efficacia dell’aggiunta dell’inibitore
della ricaptazione della noradrenalina (NARI) reboxetina, a dosi subterapeutiche
(2-4 mg), in soggetti depressi resistenti a SSRI somministrati a dosaggio adeguato
e per tempi adeguati. L’effetto di potenziamento osservabile potrebbe essere
dovuto ad interazioni a livello presinaptico tra i sistemi serotoninergico e
noradrenergico, interazioni che si verificano a livelli degli autorecettori
a-2 noradrenergici e che implicano il potenziamento dell’attività di
entrambi i sistemi.
Metodo
Sono stati inclusi nello studio 27 soggetti affetti da un episodio depressivo
maggiore senza (n = 24) e con (n = 3) manifestazioni psicotiche, che non hanno
mostrato una risposta clinica significativa dopo 4 settimane di somministrazione
di un dosaggio pieno di un SSRI.
Risultati
L’introduzione della reboxetina ha causato un significativo decremento della
sintomatologia depressiva (F = 47.35; d.f. = 2,52; p < 0.0001); infatti 12
soggetti (44,4%) hanno mostrato una remissione completa, 8 (29,6%) una remissione
parziale e 7 (26%) nessun effetto. I soggetti con manifestazioni psicotiche
in generale non hanno beneficiato dall’aggiunta del farmaco, in quanto 2 su
3 hanno dovuto interrompere lo studio per inefficacia.
Conclusione
L’associazione di un basso dosaggio di reboxetina a pazienti non-responder
a SSRI alla quarta settimana è quindi risultata, nel nostro studio preliminare,
efficace sulla riduzione della sintomatologia depressiva e ben tollerata dai
pazienti.