A. Lodeserto, L. Scalise, G. Dello Russo - Vol. 6, Marzo 2000, num.1
Testo Indice
A. Lodeserto, L. Scalise, G. Dello Russo
Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche, Clinica delle Malattie Mentali, Università di Bari
Spetta alla psicodinamica il merito di aver affrontato, molto prima delle altre branche della Medicina, lo studio del paziente a livello di persona.
Chi è persona? che cosa è la persona?
È proprio nel diverso significato dato a questo concetto che si rinviene una causa delle divergenze nel dibattito sui problemi della bioetica.
Comè noto, letimologia della parola trae la sua origine dalletrusco phersu che significa maschera teatrale. Anche la etimologia greca del termine (prosopon), indica la maschera che gli attori indossavano sul palcoscenico e, in questo modo, il volto veniva nascosto e la voce risuonava alta e profonda. Persona è ciò che va oltre le apparenze.
Il termine, inoltre, nella cultura greca non aveva alcuna connotazione antropologica.
È attraverso la riflessione teologica cristiana che il termine, usato per esprime il dogma trinitario, entra a far parte del linguaggio dellantropologia filosofica.
Lassunzione del termine persona come sinonimo di uomo, è frutto di una lunga evoluzione non collegata alla biologia, ma alla filosofia: in Medicina, infatti, la fisiologia si occupa dellorganismo senza andare mai oltre questo livello di studio mentre alla filosofia spetta il compito di studiare i fenomeni culturali che trascendono lorganismo umano.
Pur essendo univoca linterpretazione etimologica del termine, la domanda "che cosa è la persona?" ha ricevuto due diverse risposte dalla visione "funzionalistica" e da quella "sostanzialistica".
Secondo la visione funzionalistica, il termine indica un concetto astratto, definito da un elenco di proprietà e funzioni non necessariamente dellessere umano ma anche di qualsiasi altro ente che dimostri di possederle. Si può arrivare allassurdo di considerare con il termine persona unetichetta che si può applicare ad una serie di comportamenti o ad alcune attività. Con il variare di quelli o di queste, si può dire che anche i primati e i robot sono persone.
Secondo la visione sostanzialistica, il concetto di persona sta ad indicare lassoluta novità che ogni essere umano rappresenta nei confronti delluniverso.
Lessere persona non dipende dalla presenza di certe caratteristiche, ma dalla sua natura ontologica.
In Medicina, la persona costituisce loggetto di studio della psichiatria dinamica e loggetto di lavoro della psicoterapia. Qui la psicologia medica definisce la persona "un organismo vivente inserito dallacquisizione del linguaggio verbale nellambiente culturale in cui è stato gettato dalla nascita ed allevato". Il linguaggio articolato simbolico per mezzo della bugia permette il perfetto funzionamento del personaggio in modo da essere accettati dalal società.
Il personaggio è la maschera, ovvero lo strumento che permette allindividuo lintegrazione sociale. Ognuno di noi al pari di Dorian Grey, a mezzo del suo demoniaco ritratto cura la persona e crea instancabilmente il proprio personaggio.
Il rischio è la nevrosi, il conflitto tra persona e il personaggio, che alla fine può soffocarla.
In conclusione in Medicina il paziente, in
quanto persona, ha dei diritti e dei doveri.
Prima di tutto, il paziente ha il diritto di ammalarsi e il dovere di curarsi.
Il diritto di ammalarsi e il dovere di curarsi lo esentano dalla "divisa
della sfiga", cioè dal pigiama.
Pertanto il paziente è e resta il centro di gravità di ogni sistema sanitario oppure di ogni sua eventuale riforma, nel suo diritto di essere trattato, oltre che a livello di organismo, anche a livello di persona.