G. Angelini, B. Cascio, M.G. Bernengo, M.G. Barisone, A. Papa - Volume 5, Settembre 1999, n.3
Testo Bibliografia Summary Riassunto Indice
Nellattività clinica con un paziente oncologico è indispensabile dare un adeguato spazio agli effetti secondari che la malattia può avere sulla sua sfera psichica; la diagnosi di neoplasia, i trattamenti instaurati, la progressione, la recidiva di malattia, come anche il superamento e la guarigione clinica possono accompagnarsi, infatti, a diversi disturbi psicologici e psicopatologici, talvolta connessi al piano della sofferenza soggettiva e alle ricadute. Il presente studio è stato condotto su 48 pazienti oncologici, in stadio medio-terminale della malattia, i quali erano sottoposti ad una serie di colloqui semistrutturati con lausilio di test psicodiagnostici: lHDRS, lo STAI X-1 e lo STAI X-2, rispettivamente per la valutazione della depressione e dellansia di stato e di tratto. In base ai dati ottenuti è registrabile una condizione di sofferenza psichica, inquadrabile come disturbo psicopatologico (secondo il DSM- IV) nel 36% dei pazienti, con una prevalenza dei disturbi delladattamento con umore depresso o depresso-ansioso (21%), rispetto ai valori ottenuti dai disturbi dellumore con manifestazioni depressive (10%). Si rileva, inoltre, dai punteggi psicopatologici ottenuti allo STAI X-1 (57%), un elevato tasso di disturbi dellansia di stato.
Da questo studio emerge quindi lesigenza di stabilire un Servizio di Psichiatria di Liaison nei reparti oncologici in modo sistematico e continuativo al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti sottoposti a terapie antiblastiche.