A. Iannitelli, L. Aloe, G. Bersani - Vol. 5, Giugno 1999, num.2
Testo Indice
A. Iannitelli, L. Aloe, G. Bersani
III Clinica Psichiatrica, Università di Roma "La Sapienza"
Il Nerve Grovvth Factor (NGF) è il primo fattore di crescita ad essere stato scoperto e, forse, il più noto. È una proteina che, oltre alle riconosciute funzioni trofiche a carico dei neuroni simpatici e sensoriali del Sistema Nervoso Periferico e dei neuroni monoaminici e colinergici del proencefalo basale e di neuroni non colinergici dellippocampo, svolge una importante funzione "regolatrice" di processi fisiologici ascrivibili a tre sistemi omeostatici: il sistema nervoso, limmunitario e lendocrino. Lattenzione sul possibile ruolo svolto dallNGF in funzioni comportamentali, ed in particolare nei meccanismi dellansia e della sedazione, nasce dai risultati degli studi eseguiti su modelli animali che hanno dimostrato il ruolo ricoperto da questa neurotrofina nei meccanismi di attivazione del comportamento aggressivo e difensivo dei topi. È stato, infatti, dimostrato che laggressività in topi maschi adulti induce una aumento dellNGF e del relativo mRNA a livello di diverse aree ipotalamiche, quali il nucleo paraventricolare, ipotizzando per lNGF un ruolo di "coping" di regolazioni neuroendocrine e di plasticità centrale a seguito di eventi stressanti. LNGF, rilasciato in circolo in queste condizioni, agisce non solo sulle cellule del sistema nervoso ma anche sulla corticale e midollare della ghiandola surrenale. A conferma di questi risultati, studi eseguiti su ratti sottoposti a trattamento con dosi scalari di aloperidolo hanno dimostrato livelli ipotalamici ridotti di NGF direttamente correlabili al grado di sedazione dellanimale. A partire da questi dati provenienti da ricerche sui modelli animali, abbiamo voluto studiare i livelli plasmatici di NGF nelluomo sottoposto a diverse condizioni di stress. Il primo studio è stato realizzato misurando i livelli circolanti di NGF su paracadutisti al loro primo lancio confrontati con paracadutisti che sapevano non essere sottoposti al lancio il giorno successivo. Lo studio ha dimostrato un aumento dellNGF circolante nel primo gruppo pari al all84% la sera precedente al lancio e pari al 107% 20 minuti dopo il lancio, ad indicare una maggiore influenza dello stress di natura psichica piuttosto che di natura fisica sui livelli circolanti di NGF. Inoltre, dato non meno importante, lo stesso studio ha dimostrato che il rilascio di NGF precede quello dei "classici" ormoni dello stress, quali il cortisolo, il GH o lACTH. Alla luce degli studi eseguiti con aloperidolo sui modelli animali, abbiamo, poi, voluto verificare nelluomo la risposta dellNGF al trattamento con aloperidolo che, se somministrato a basse dosi, ha un effetto ansiolitico. Abbiamo cosi dimostrato una significativa riduzione dei livelli plasmatici di NGF in un campione di schizofrenici 2 ore dopo lassunzione di 20 mg di aloperidolo per os. In unaltra ricerca abbiamo dimostrato come una situazione stressante, quale la terapia elettroconvulsivante (ECT), induca significativi aumenti di NGF in pazienti depressi che sono in procinto di ricevere il trattamento, a differenza degli schizofrenici in cui laumento, pur essendo presente, è poco significativo. I risultati fin qui acquisiti nei modelli animali e nelluomo conferrnano il ruolo ricoperto dallNGF nei meccanismi dellansia e della sedazione ed aprono possibili percorsi di ricerca sulle ipotetiche applicazioni cliniche di questa neurotrofina.