D. De Fidio, P. Pancheri, L. Corfiati - Vol. 5, Giugno 1999, num.2
Testo Bibliografia Summary Riassunto Indice
D. De Fidio, P. Pancheri, L. Corfiati
Casa "Divina Provvidenza", Bisceglie
III Clinica Psichiatrica, Università di Roma
Clinica Psichiatrica, Università di Bari
Parole chiave Psicodiagnostica - Psicometria - Test
psicologici - Informatica - Programmi di computer - Test proiettivi - Test
di Rorschach
Key words Psychodiagnostic - Psychometrics - Psychological
tests - Informatics - Computer programmes - Projective tests - Rorschach test
È stata certamente suggestiva la possibilità di ottenere in modo automatico un report narrativo che sintetizzi i risultati di un test proiettivo ma, del resto, i progressi ormai raggiunti nel campo dellautomazione sono stati così veloci e significativi che non poteva certo mancare la possibilità di automatizzare anche le procedure interpretative del Rorschach. A 3 anni dalla sua pubblicazione la computerizzazione del test di Rorschach è risultata unoperazione ampiamente positiva sotto il profilo clinico-scientifico: oggi il PRALP3 rappresenta uno strumento psicodiagnostico di routine in uso presso i principali Servizi della Sanità pubblica e privata (404 utenti in tutta Italia).
La computerizzazione del test Rorschach ha provocato qualche perplessità soprattutto da parte della classe dei rorschachisti "puristi" che temevano la possibilità delluso non corretto dello strumento, soprattutto da parte di persone prive di una formazione adeguata. Da parte nostra, però, non ci siamo stancati di ripetere che la computerizzazione del test Rorschach, a differenza per es. di un MMPI, richiede necessariamente limmissione di tutte le siglature da parte dello specialista che, non solo ha somministrato il test, ma che deve conoscere il significato di ciascuna sigla da assegnare e dei rilievi qualitativi da riportare (la fenomenologia). È vero che il programma computerizzato emette un report automatico ma è ancora più vero che è lo psicodiagnosta il reale organizzatore della fase di "integrazione" dei dati: integrazione che richiede il possesso della competenza non solo del test Rorschach ma anche delle teorie della personalità e della psicopatologia generale. Non solo, ma il programma è stato pensato e costruito nel pieno rispetto del momento della somministrazione delle 10 tavole da parte dello psicodiagnosta, momento considerato privilegiato nella misura in cui viene fatta salva linterazione, fase essenziale per una valutazione di tipo clinico.
In sostanza, nella versione computerizzata Rorschach-PRALP3, non è prevista la possibilità, da parte del paziente, di visualizzare le tavole sul monitor e di registrare le risposte in alcun modo. Al termine dellimmissione della siglatura, una veloce routine di calcolo consente di ottenere la stampa, sia a video che su carta, della scheda di sintesi (lo spoglio), del rapporto narrativo e del protocollo di risposta. Sul fatto che un report automatico non dovrebbe contenere diagnosi esplicite siamo comunque tutti concordi: il programma automatico va infatti considerato sempre e solo nella sua logica di "supporto" ad un processo decisionale (Pancheri). Per cui, in ogni caso, la formulazione del rapporto narrativo finale deve essere comunque considerata una proposta interpretativa relativamente al funzionamento del pensiero e della sfera affettiva e non una valutazione diagnostica definitiva che, come tutti sappiamo, deve essere fatta avvalendosi del software più prezioso (ancorché fuori commercio): lintuizione del clinico e la sua esperienza personale. Oltre a rispondere allesigenza di conferire maggiore fedeltà allinterpretazione del test, il PRALP3 si pone, nel variegato panorama delle scuole sul Rorschach, anche come una proposta di unificazione dei vari modelli di siglatura (sebbene la siglatura richiesta dal PRALP3 risente prevalentemente dellinfluenza degli autori della scuola europea): il programma rappresenta quindi unoccasione di confronto secondo modalità convenzionali delle strategie interpretative seguite dalle varie scuole. Il programma PRALP3 è stato realizzato nel 1995 in linguaggio R:BASE 4,0 in collaborazione tra la Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, la III Clinica Psichiatrica dellUniversità di Roma e la Clinica Psichiatrica dellUniversità di Bari e viene fornito gratuitamente alle sole istituzioni sanitarie pubbliche. Il software è stato distribuito, a tuttoggi, a 404 utenti in tutta Italia, appartenenti a: Servizi di Salute Mentale, Istituti Universitari di Cliniche Psichiatriche e Neurologiche, S.P.D, STTSM, Ser .T, CPS, CRT, Consultori Familiari, U.O. Psicologia, U.O. Tutela Minori, Servizi di Psicologia Clinica, Case di Cura, Comunità Terapeutiche, Centri Interuniversitari per lo Studio delle Cefalee, Centri e Servizi di Riabilitazione, Divisioni di Neuropsichiatria Infantile, Poliambulatori, Istituti Carcerari, Gruppi Selettori Distretti Militari, Centro Psicotecnico Polizia di Stato, ecc.
La "cartina geografica" del PRALP3 è la seguente (tra parentesi il numero dei Servizi ai quali è stato inviato il software): Abruzzo (13), Basilicata (11), Provincia Bolzano (4), Provincia Trento (1), Calabria (12), Campania (20), Emilia Romagna (19), Friuli (6), Lazio (43), Liguria (13), Lombardia (35), Marche (13), Molise (4), Piemonte (15), Puglia (85), Sardegna (3), Sicilia (38), Toscana (20), Umbria (4), Veneto (44), Valle dAosta (1).
I numeri possono essere sintetizzati nella Tabella:
|
Servizi di Salute Mentale 322 |
Istituti Universitari 45 |
|
Istituti Carcerari 16 |
Forze Armate 6 |
|
Altri 15 |
Totale 404 |
Agli utenti non è stato chiesto alcun impegno relativamente alla trasmissione dei dati e con alcuni di essi sono stati stabiliti proficui rapporti di collaborazione: per esempio, il PRALP3 è stato inserito dalla SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) nel protocollo di studio dei Centri Interuniversitari che si occupano dello studio e la cura delle cefalee e, recentemente sono stati presentati i risultati di uno studio multicentrico relativamente alla somministrazione del test Rorschach a soggetti affetti da cefalea cronicizzata ("Aspetti psicopatologici nelle cefalee cronicizzate". Napoli, aprile 1998).